brotzu school

spazio riservato al libero scambio di idee, pensieri e parole

Un viaggio nel mondo sovietico

La nostra generazione degli anni 90 non è vissuta nel periodo in cui la terra era spezzata in due da una cortina di ferro che passerà alla storia come “muro di Berlino” e di cui sin dalle elementari abbiamo visto e sentito parlarne nei libri di storia. Chi è vissuto in quel tempo molte cose non le avrà potute apprezzare, per via della difficoltà enorme che c’era nel varcare il confine, le enormi differenze che c’erano tra il mondo sovietico e quello occidentale. Venti anni dopo la caduta del muro ho avuto l’opportunità di andare in Polonia e poi successivamente di visitare brevemente l’Ucraina per cercare di farmi un idea di quanto sia diverso. La Polonia nel 2004 è entrata a far parte dell’Unione Europea insieme a Malta, Lituania, Ungheria e una serie dell’Europa orientale. In 5 anni il paese è cambiato moltissimo e dell’impero sovietico è rimasto poco e niente per via della forte determinazione dei Polacchi di lasciarsi alle spalle il loro passato di popolo invaso da tutti i fronti la sua storia secolare ha visto battaglie, indipendenze e riconquiste, tra le ultime invasioni da parte dei nazisti e comunisti. Ora il Paese è governato dal partito conservatore, in contrapposizione ad anni di forzato comunismo, partito che ha spinto la Polonia a fare passi da gigante nel diventare una potenza capitalistica e con l’entrata nell’unione è diventato il paese di maggiore crescita economica dell’est europeo.  

                                                                                     

 Detto questo la differenza tra un paese della vecchia Europa e la Polonia è ancora notevole, iniziando dalle strade e autostrade che, dal momento in cui varchi il confine diventano più strette e meno curate, per passare poi alle costruzioni che si dividono tra quelle recenti, belle e moderne, e quelle del periodo comunista, tutte uguali con aspetto tipico delle case popolari; poi anche le corriere, mezzo pubblico più usato nel paese, risalgono a gli anni ’80 e sottolineano le gravi difficoltà economiche che ha vissuto questo paese nel passare da regime comunista a quello capitalista. Quando cerco di parlare con la gente mi accorgo che sono pochi quelli che sanno parlare l’Inglese, molto probabilmente questa lingua non veniva insegnata nelle scuole, solo alcuni imprenditori e lavoratori nel settore turistico lo parlano. Con gran sorpresa un giorno mi è capitato di incontrare una signora con la quale all’inizio non riuscivo a comunicare perché non parlava l’Inglese e io non parlavo il Polacco, ma quando degli amici le hanno detto che ero Italiano, si gira e lasciandomi sbalordito inizia una conversazione in un Italiano ottimo. Scopro così che la signora è vissuta in un paesino vicino a Salerno per otto anni, facendo la badante ad una signora anziana: pur avendo famiglia in Polonia, ha lasciato i suoi bambini per guadagnarsi dei soldi in un momento di crisi. Mi racconta che vorrebbe tanto tornare in Italia da turista, per vedere tutto ciò che non ha potuto vedere quando era da noi per lavoro e che avendo la tv satellitare, ogni tanto guarda la Rai (programma preferito "la Prova Del Cuoco") per non dimenticarsi L’Italiano. Ora, più di dieci anni dopo la sua esperienza lavorativa in Italia, lavora come guida turistica e accompagna turisti Polacchi in Ucraina e Repubblica Ceca per visite guidate.

In particolare i Polacchi sono molto interessati nel visitare l’Ucraina, in parte per fare acquisti per via del basso valore della moneta locale il Krivnie, ma principalmente per visitare un posto che per secoli apparteneva alla corona Polacca.

Durante una di queste visite guidate ho avuto l’opportunità anch’ io di visitare la città di Luork, un tempo capitale della cultura Polacca la città accoglie una delle università più prestigiose e fu il punto di partenza per tanti artisti e musicisti, ai quali sono stati dedicati monumenti e piazze. Nonostante l’evidente legame che ancora unisce i due Paesi, sottolineato dal fatto che molti parlano ancora il Polacco, il grande cambiamento economico della Polonia ha creato un distacco notevole tra i due stati, reso evidente ancor prima di varcare i confini dello stato. Infatti, una volta raggiunto il confine Polacco – Ucraino che dista poco meno di due ore dalla città di Solina, la città più grande del Biesdawe, zona in cui soggiornavo, è iniziata un’ attesa di un’ ora e mezza, nonostante fossero le 7 di domenica mattina e la nostra corriera fosse l’unico mezzo lì a quell’ora. Dopo aver varcato il confine sono entrato in una realtà diversa da quella dell’unione, perché tutto quel che c’era attorno sembrava appartenente ad un altro tempo: si passa per strade di campagna, simili a quelle che collegano i paesini del centro Sardegna, solo che qui si parla di strade che collegano due Stati, e che ovviamente, sono molto trafficate, soprattutto di giorni feriali. Prima di arrivare alla città principale la corriera ha attraversato diversi paesi, ed ho notato due cose: innanzi tutto la forte presenza di chiese cattoliche che anche alle nove del mattino richiamavano molti fedeli a seguire le funzioni domenicali; in secondo luogo mi ha colpito molto l’ospitalità della gente che, vedendo la corriera passare, salutavano con un sorriso in viso, non solo bambini ma anche adulti, cosa inimmaginabile dalle nostre parti, visto dell’indifferenza comune tra la gente, fa da piaga della nostra società. Al ritorno in Polonia, verso fine giornata, le guide ci hanno ammonito sulle severe norme relative all’importazione di tabacchi e alcolici nell’Unione Europa: 2 pacchetti da 20 sigarette e 40cl di alcolici, limitazioni d’obbligo per via della forte differenza di prezzi tra i due paesi (basti pensare che 20 sigarette costavano 50 centesimi). Alla fine di quest’esperienza, come nessun altra da me vissuta fin’ora, sono riuscito a riscoprire un mondo a me sconosciuto che con l’avanzo della globalizzazione sarà sempre più difficile da trovare, ma che ancora oggi rimane vivo nelle campagne sperdute  dell’est Europeo.

Alex MaxiaQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Data pubblicazione: 03/11/2009