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Viaggio nel cuore della Boemia

Una delle destinazioni più gettonate nei viaggi d’istruzione quest’anno è stata Praga, capitale della Repubblica Ceca ed ex capitale della "Boemia", regione importantissima nello schema politico del Sacro Romano Impero che le ha donato una ricca storia insieme ad edifici stupendi che attirano visitatori da tutto il mondo. I turisti più numerosi a Praga sono decisamente gli Italiani, che in migliaia assalgono la città e tra questi non mancano le scolaresche, infatti sono circa un centinaio le classi delle scuole Cagliaritane ad aver scelto di passare 5 giorni nella capitale Ceca. Basti pensare che solo del nostro Liceo Scientifico sono partite 8 classi!  Poco più di due ore di volo dividono Elmas dall’aeroporto Ruzyne, che dista circa tre quarti d’ora dal cuore della città. Una volta arrivati in centro, ci si rende conto che la distanza tra i vari monumenti e siti d’interesse turistico è veramnete poca, infatti sono tutti per lo più concentrati in un’area relativamente piccola che consente di visitare tutto con una passeggiata di non più di  mezz’ora, agevolata dal fatto che la circolazione delle auto è limitata al minimo essendo in gran parte zone pedonale. Nel pacchetto delle agenzie preparato per le scuole, era previsto l’accompagnamento da parte di una guida locale in giro per i vari siti della città, tra cui l’immancabile piazza dell’Orologio,  il Ponte Carlo, piazza Venceslao (Václavské náměstí) e senza dimenticare il castello, dove avvenne il famoso defenestramento che scaturì la guerra dei 30 anni nel tentativo Boemo di ottenere indipendenza dall’Impero. Un’altra tappa immancabile è la visita al campo di concentramento di "Terezin", un paesino che dista poco meno di tre quarti d’ora da centro - Praga e che durante la II guerra mondiale è stata trasformata in una grande macchina per far "lavorare" gli ebrei e per catalogarli prima di mandarli ad Auschwitz.. Vedere anche solo per un paio di ore i posti che erano teatro di attrocità verso più di 140.000 persone è un esperienza molto forte che da un idea a chi li visita dell’enorme ingistizia commessa meno di un secolo fa. Oltre all’aspetto culturale Praga sa offrire anche dal punto di vista ricreativo, con una lunga serie di ristoranti e pub tipici (dove la birra costava meno dell’acqua!), ad una scelta di catene dei grandi fast food noti in tutto il mondo e infine "Starbacks Coffe", un bar Americano che offre un caffè totalmente diverso a quello conosciuto in Italia. Anche la vita notturna non lasciava delusi, moltissime sono le discoteche aperte tutte le sere, tra cui il "Karlowy Lazne" che con i suoi 5 piani è la seconda discoteca più grande d’Europa! Al "Duplex", molto gettonata dalle scolaresche da tutto il continente, ha una vera e propria atmosfera internazionale . Cinque giorni sono troppo pochi per poter conoscere e aprezzare le varie sfumature di una capitale di queste dimensioni, ma ciò nonostante è quasi impossibile trovare una persona che si lamenti di quell’assaggio di un mondo che ha lasciato molti incantati e sopratutto nostalgici anche dopo parecchio tempo.

                                                                                                

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Data pubblicazione: 08/04/2010

 

 

 

Un viaggio nel mondo sovietico

La nostra generazione degli anni 90 non è vissuta nel periodo in cui la terra era spezzata in due da una cortina di ferro che passerà alla storia come “muro di Berlino” e di cui sin dalle elementari abbiamo visto e sentito parlarne nei libri di storia. Chi è vissuto in quel tempo molte cose non le avrà potute apprezzare, per via della difficoltà enorme che c’era nel varcare il confine, le enormi differenze che c’erano tra il mondo sovietico e quello occidentale. Venti anni dopo la caduta del muro ho avuto l’opportunità di andare in Polonia e poi successivamente di visitare brevemente l’Ucraina per cercare di farmi un idea di quanto sia diverso. La Polonia nel 2004 è entrata a far parte dell’Unione Europea insieme a Malta, Lituania, Ungheria e una serie dell’Europa orientale. In 5 anni il paese è cambiato moltissimo e dell’impero sovietico è rimasto poco e niente per via della forte determinazione dei Polacchi di lasciarsi alle spalle il loro passato di popolo invaso da tutti i fronti la sua storia secolare ha visto battaglie, indipendenze e riconquiste, tra le ultime invasioni da parte dei nazisti e comunisti. Ora il Paese è governato dal partito conservatore, in contrapposizione ad anni di forzato comunismo, partito che ha spinto la Polonia a fare passi da gigante nel diventare una potenza capitalistica e con l’entrata nell’unione è diventato il paese di maggiore crescita economica dell’est europeo.  

                                                                                     

 Detto questo la differenza tra un paese della vecchia Europa e la Polonia è ancora notevole, iniziando dalle strade e autostrade che, dal momento in cui varchi il confine diventano più strette e meno curate, per passare poi alle costruzioni che si dividono tra quelle recenti, belle e moderne, e quelle del periodo comunista, tutte uguali con aspetto tipico delle case popolari; poi anche le corriere, mezzo pubblico più usato nel paese, risalgono a gli anni ’80 e sottolineano le gravi difficoltà economiche che ha vissuto questo paese nel passare da regime comunista a quello capitalista. Quando cerco di parlare con la gente mi accorgo che sono pochi quelli che sanno parlare l’Inglese, molto probabilmente questa lingua non veniva insegnata nelle scuole, solo alcuni imprenditori e lavoratori nel settore turistico lo parlano. Con gran sorpresa un giorno mi è capitato di incontrare una signora con la quale all’inizio non riuscivo a comunicare perché non parlava l’Inglese e io non parlavo il Polacco, ma quando degli amici le hanno detto che ero Italiano, si gira e lasciandomi sbalordito inizia una conversazione in un Italiano ottimo. Scopro così che la signora è vissuta in un paesino vicino a Salerno per otto anni, facendo la badante ad una signora anziana: pur avendo famiglia in Polonia, ha lasciato i suoi bambini per guadagnarsi dei soldi in un momento di crisi. Mi racconta che vorrebbe tanto tornare in Italia da turista, per vedere tutto ciò che non ha potuto vedere quando era da noi per lavoro e che avendo la tv satellitare, ogni tanto guarda la Rai (programma preferito "la Prova Del Cuoco") per non dimenticarsi L’Italiano. Ora, più di dieci anni dopo la sua esperienza lavorativa in Italia, lavora come guida turistica e accompagna turisti Polacchi in Ucraina e Repubblica Ceca per visite guidate.

In particolare i Polacchi sono molto interessati nel visitare l’Ucraina, in parte per fare acquisti per via del basso valore della moneta locale il Krivnie, ma principalmente per visitare un posto che per secoli apparteneva alla corona Polacca.

Durante una di queste visite guidate ho avuto l’opportunità anch’ io di visitare la città di Luork, un tempo capitale della cultura Polacca la città accoglie una delle università più prestigiose e fu il punto di partenza per tanti artisti e musicisti, ai quali sono stati dedicati monumenti e piazze. Nonostante l’evidente legame che ancora unisce i due Paesi, sottolineato dal fatto che molti parlano ancora il Polacco, il grande cambiamento economico della Polonia ha creato un distacco notevole tra i due stati, reso evidente ancor prima di varcare i confini dello stato. Infatti, una volta raggiunto il confine Polacco – Ucraino che dista poco meno di due ore dalla città di Solina, la città più grande del Biesdawe, zona in cui soggiornavo, è iniziata un’ attesa di un’ ora e mezza, nonostante fossero le 7 di domenica mattina e la nostra corriera fosse l’unico mezzo lì a quell’ora. Dopo aver varcato il confine sono entrato in una realtà diversa da quella dell’unione, perché tutto quel che c’era attorno sembrava appartenente ad un altro tempo: si passa per strade di campagna, simili a quelle che collegano i paesini del centro Sardegna, solo che qui si parla di strade che collegano due Stati, e che ovviamente, sono molto trafficate, soprattutto di giorni feriali. Prima di arrivare alla città principale la corriera ha attraversato diversi paesi, ed ho notato due cose: innanzi tutto la forte presenza di chiese cattoliche che anche alle nove del mattino richiamavano molti fedeli a seguire le funzioni domenicali; in secondo luogo mi ha colpito molto l’ospitalità della gente che, vedendo la corriera passare, salutavano con un sorriso in viso, non solo bambini ma anche adulti, cosa inimmaginabile dalle nostre parti, visto dell’indifferenza comune tra la gente, fa da piaga della nostra società. Al ritorno in Polonia, verso fine giornata, le guide ci hanno ammonito sulle severe norme relative all’importazione di tabacchi e alcolici nell’Unione Europa: 2 pacchetti da 20 sigarette e 40cl di alcolici, limitazioni d’obbligo per via della forte differenza di prezzi tra i due paesi (basti pensare che 20 sigarette costavano 50 centesimi). Alla fine di quest’esperienza, come nessun altra da me vissuta fin’ora, sono riuscito a riscoprire un mondo a me sconosciuto che con l’avanzo della globalizzazione sarà sempre più difficile da trovare, ma che ancora oggi rimane vivo nelle campagne sperdute  dell’est Europeo.

Alex MaxiaQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Data pubblicazione: 03/11/2009

One ticket to England...and back!

Estate, periodo di mare, riposo e sfortunatamente, caldo. Non per tutti, però. C’è chi ha la fortuna di evadere dalla classica estate italiana per rifugiarsi in un posto diverso. L’Inghilterra, ad esempio. E quale modo migliore per farlo se non con una vacanza studio? Tornate a respirare, più vacanza che studio...parola nostra!Infatti, questo Agosto abbiamo avuto il piacere di prendere parte a un’esperienza fantastica con il gruppo INPDAP, durata 14 indimenticabili giorni, passati forse troppo in fretta, ma come si usa dire "il tempo vola, quando ci si diverte". E allora rimangono i ricordi e la voglia di tornare indietro, pur sapendo che non è possibile.

Perchè scegliere una vacanza del genere? Prima di tutto, non ti annoi mai e se sei come noi, un festaiolo, pronto a nuove amicizie e, soprattutto, non ti spaventano le notti in bianco, questa è la vacanza che fa per te! Persino i pranzi in mensa e le lezioni mattutine possono essere divertenti. Ovviamente se sei uno a cui piace la solitudine, le camere buie e i pensieri indisturbati sul perchè della tua esistenza non è il posto giusto per te. Troverai sempre qualcuno a bussare alla tua porta, a dormire sul tuo letto a mangiare la tua Nutella; la tua amica potrebbe decidere un bel giorno che camera ’’tua’’ è in realtà camera ’’vostra’’ e piantarsi lì dalla mattina alla sera creando quello che per gli scienzati è noto come caos primordiale. Un’altra cattiva notizia è che se frequenti spesso pub e locali della tua città, in Inghilterra questo non è permesso. L’alcool è infatti severamente vietato ai minori e se dunque vedrai un tuo compagno camminare delirante per i corridoi con sguardo assente e ragazze in spalla si sarà fatto cinque o sei bicchierini d’alcool comprato illegalmente (il mercato nero esiste ovunque).

Per il resto il viaggio sarà stupendo. Vedrai posti bellissimi (anche se le attrazioni migliori rimarranno le sale giochi di Margate, Burger King di Brighton e la McDonald’s di Dover).

Ma il posto più bello di tutti è sicuramente Londra: enorme, cosmopolita e piena di vita. C’è tutto quello che ti serve e anche di più; negozietti a non finire, musei, locali, splendide piazze e attrazioni per grandi e piccoli. Purtroppo in una sola giornata non abbiamo fatto in tempo a farci sposare da William e Harry...ma confidiamo in un loro viaggio in Sardegna!

Inoltre non dovrai preoccuparti di niente: le tue serate passerano veloci tra discoteca, giochi, pizze e film in compagnia...

In definitiva, è un’esperienza che consigliamo decisamente di vivere. Voto alla vacanza? 10.

Giulia Carboni, Alessandra Pani

  

Data pubblicazione: 18/09/2008

Un salto a BERGAMO!

  Negli ultimi anni, grazie all’incremento dei voli operati dalla compagnia low cost Irlandese Ryanair, l’aeroporto di Bergamo - Orio al Serio da piccolo scalo di provincia sta diventando uno scalo di importanza internazionale con tantissimi collegamenti operati per tutta Europa accomunati dal basso costo dei biglietti, che permette a molte più persone di poter viaggiare. Da Giugno 2010 la compagnia opera 3 voli giornalieri da e per Cagliari che permette così a molti Sardi di raggiungere tutto il continente senza dover fare scalo a Roma o Milano viaggiando con Alitalia e quindi risparmiando parecchio. Un altro dei vantaggi che comporta fare scalo a Bergamo è la vicinanza alla città, che dista pochi kilometri ed è raggiungibile con i pullman di lines in soli 20 minuti!  Fatto non da poco, considerando l’opportunità di conoscere una città anzichè aspettare ore interminabili in aeroporto. Bergamo, nonostante sia solo un capolugo di provincia, ha molto da offrire a chi la visita per via del suo ricco patrimonio artistico e culturale. La parte più interessante e anche quella più visitata dai turisti è "la città Alta", che si trova appunto in cima a una collina ed è il centro storico della città che racchiude nelle sue mura Chiese, Basiliche e palazzi di forte richiamo turistico essendo  maestosi esempi della architettura e dell’arte Italiana famosa in tutto il mondo. Imperdibili sono le Chiese che sono state costruite se Il biglietto giornaliero per il trasporto pubblico è di euro 3,80 esso è valido sia nel bus per l’aeroporto sia per i trasporti interni alla città tra cui le filovie che connettono la Bergamo bassa alla città Alta e nuovamente la città alta con la collina più alta che è il colle di xxxxxxx. Anche dal punto di vista alimentare Bergamo ne ha per tutti i gusti con tantissime gelaterie, bar, ristoranti e trattorie disseminate per lo più per la città Alta. Se invece si ha solo voglia di andare a rilassarsi ci sono parecchie zone verdi che offrono l’oasi perfetta per mangiarsi un panino, magari guardare un pò il panorama Per chi invece non ha molto tempo a disposizione ma non vuole comunque stare in aeroporto può andare a fare compere al centro commerciale più grande d’Italia chiamato "Orio Center", ilquale offre una vasta scelta di negozi, dalle grandi marche tipo DiselHilfigerNike a H&M e un iper Ovisesse, per un totale di 200 negozi!  La cosa più conveniente è che si trova a 10 minuti di passeggiata dall’aeroporto, passando per un sottopassaggio si attraversa la A4 e si raggiunge il complesso commerciale. Per maggiori informazioni su come visitare Bergamo e per ulteriori informazioni andate sul sito di Turismo Bergamo o rivolgetevi in aeroporto all’ufficio "informazioni turistiche" dove vi forniranno di mappe, orari e biglietti in modo da poter visitare la città anche con poco tempo a disposizione.

 Alex Maxia

 Link utili:

Aeroporto di Bergamo: (http://www.milanbergamoairport.it/it/)

Turismo Bergamo: (http://www.visitbergamo.net/it/)

Ryanair: (https://www.ryanair.com/it/it/)

Orio Center: (http://www.oriocenter.it/index.php/oriocenter)

 

Data pubblicazione: 12/07/2010



Stoccolma

Una delle grandi capitali europee più a nord del continente, Stoccolma si estende tra il lago Mälaren e il mar Baltico;  con i suoi 800.000 abitanti circa è la città più poplosa di tutta la Scandinavia (si pensi che in tutta la Svezia sono 9 milioni gli abitanti ).

Un mondo diverso: da subito ciò che colpisce di più è l’enorme differenza che c’è con l’Italia; non mi riferisco solo al clima e al paesaggio ma anche al modo di vivere, la mentalità della gente e l’organizzazione quasi maniacale in tutti i vari aspetti della loro vita sociale. Infatti, dal trasporto pubblico al modo di differenziare, il senso del dovere, il senso civico sono tutte cose che in Italia ci sognamo! Un esempio per tutti sono le biciclette (se ne trovano tantissime in giro) le quali sono spesso lasciate incustodite senza problemi, anche in centro città, perchè nessuno si mette il problema che qualcuno possa passare di lì e "sgobbarla".

 

Da vedere: Le attrazioni  turistiche sono numerevoli, alcune delle quali famose in tutto il mondo. Sicuramente l’attrazione più ’gettonata’  è il museo del Vasa, una nave del  VII secolo costruita per il trasporto di milizie Svedesi verso la Polonia, che fu una delle più innovative e più grandi mai costruite per quel tempo;  a causa di un errore di progettazione essa affondò  nel mare di Stoccolma a poco più di 2 Km dal punto di partenza durante il suo viaggio innaugurale. Ed è proprio grazie al naufragio che è stata conservata così bene nel corso dei secoli e che la rende integra. Un altra delle attrazioni più gettonate è lo Skansen, un parco in cui ci sono varie case tipicamente Scandinave trasportate per intero dal posto in cui sono state originariamente costruite per rendere il tutto ancora più realistico. Nello stesso parco si possono ammirare Renne, Alci, Gufi e altri animali selvatici caratteristici della fauna Svedese.

Locali: secondo un luogo comune gli Svedesi sarebbero una popolo freddo e riservato, in realtà quando arriva il fine settimana  riescono a sciogliersi e buttarsi nella vita notturna grazie a qualche birra o un paio di cocktail. La zona più interessante per gli studenti è Slussen, un quartiere nella parte sud, dove tra le viuzze strette ci sono tantissimi pub, cocktail bar e locali medio piccoli con qualche discoteca multisala. Per quanto riguarda le discoteche non hanno niente di particolarmente speciale rispetto a quelle di altre capitali europee, probabilmente perchè la gente tende a preferire i disco bar dove c’è l’opportunità di sedersi al tavolo oltre che ballare. Bisogna ricordarsi inoltre che in tutti i locali dove vengono serviti alcolici è vietato l’accesso ai minorenni e se solo dai l’impressione di aver bevuto troppo, i buttafuori non ti fanno entrare anche se sei maggiorenne;  sono così severi che il mio amico, poichè  aveva gli occhi gonfi, è stato scambiato per un ubriaco e non gli è stato permesso di entrare nel locale.

Giornate interminabili! Il periodo migliore per visitare Stoccolma è attorno al solstizio d’estate (21 Giugno): essendo situata relativamente vicina al circolo polare si può godere di giornate lunghissime che rendono "futili" le indicazioni della mamma che dice di tornare prima che tramonti il sole. La sensazione di entrare in un locale alle 23 con il

sole che tramonta e uscire alle 3 con il sole che sorge è  stranissima,  come se ci si trovasse in un mondo surreale.

Trasporti: Come tutti i servizi anche i trasporti funzionano perfettamente. La metropolitana è operativa 24h al giorno e ha una buona frequenza in tutto l’arco della giornata, non si sente certo la mancanza del mezzo privato che lì è poco usato. 

Come arrivarci? Per raggiungere Stoccolma il modo migliore per arrivarci, partendo dalla nostra isola,  è in aereo con volo diretto Ryanair da Alghero oppure, sempre con Ryanair, tramite uno scalo a Bergamo; in entrambi i casi si raggiunge l’aeroporto secondario di Skavsta, che dista circa 90 minuti di corriera dal centro di Stoccolma. Se si prenota in anticipo si possono trovare biglietti aerei a prezzi interessanti a partire da €80 andata e ritorno!                                                                                                                                   

                                                             

Alex Maxia

Data pubblicazione: 20/02/2011

La felicità su due ali

1. Viaggiatori si nasce

  

Viaggiare è uno stile di vita, come il medico da bambino è attratto dall’immedesimarsi in un dottore, dal voler curare piccoli tagli; come il meccanico da piccolo è attratto dalle auto e dalle moto, così il viaggiatore desidera passare il suo tempo libero alla scoperta di mondi segreti presenti sulla carta geografica.

 

2. Viaggiare con la mente                                                                                                                                                                                                           

Il tragitto del viaggiatore inizia quando si è piccoli. Infatti, come dice Citati: il bambino già a sei anni comincerà a guardare i mappamondi, e il ragazzo imparerà che quando viaggiamo, compiamo due viaggi. Nel primo il ragazzo muta gli itinerari della sua guida, stabilisce la durata dei percorsi, distingue mattine, pomeriggi e sere. Il tempo viene governato da una gioiosa pedanteria. Quando inizia il viaggio, il ragazzo si accorge che la realtà ha nulla o poco da fare con i suoi progetti fantastici. I due viaggi, quello fantastico e quello reale ora si accordano, ora si combattono. Tutti i bambini, e spesso gli adulti, sognano di fare un viaggio per terre conosciute. I primi perché dotati di molta fantasia necessitano esprimerla e quindi sognano di volare per mondi magici e di incontrare personaggi fantastici. I secondi spesso riescono solo a immaginare il viaggio o perché troppo presi dal lavoro, o perché poco amanti dell'aereo.

 

 

3. Turista e viaggiatore: l’apparenza inganna                                                                                                                                                                                                                                    

 Il viaggio coincide con la vita, viene paragonato ad essa come fonte di spostamento e di passare del tempo. Infatti, si dice che chi viaggia viva più intensamente, che non viva una sola vita; perché, come chi legge molti libri avrà vissuto la storia di Enea, avrà assistito al ritrovamento di Romolo e Remo, così il viaggiatore attento saprà immedesimarsi nella storia della città e saprà viverla. Infatti, vi è differenza tra il viaggiatore e il turista. Il viaggiatore è sempre attento alle piccole cose, non è schiavo del tempo, non ha fretta, ammira i paesaggi, i monumenti e le rovine, è attratto da luoghi insoliti che in un turista non desterebbero curiosità e stupore. In turista, invece, è fedele alla guida, cartacea o umana che sia e non si gode il viaggio come dovrebbe, perché troppo attento a cercare di trovare il bello nella città, senza capire che non deve farsi piacere il luogo visitato, ma sarà quest’ultimo a conquistarlo se egli gli darà la possibilità di farlo.

4. Il viaggio del non ritorno                                                                                                                                                                                                         

Si vorrebbe sempre essere: essere stati, mai”. (M. Soldati) Ci si mette in viaggio, si avvistano luoghi ricchi di meraviglia e storia, ma allo stesso tempo si sente la mancanza della propria patria. Da un lato si inizia ad amare la città in cui si è, ma dall’altro si inizia a sentire nostalgia verso la propria città. Questo accade quando si è fuori, ma quasi sempre quando si torna accade il contrario. Si è combattuti, il ritorno appare sempre più incerto: come dice Magris, l’Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o joyciano, che alla fine torna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell’illimitato. Ogni viaggio è unico e irripetibile: la compagnia, i luoghi, le strade, il tempo non saranno mai gli stessi. Non si potrà mai ripetere lo stesso viaggio, ma si potrà tornare nella stessa città conservando i vecchi ricordi e se ne potranno acquistare nuovi.

Giulia Damasco IV E

Data pubblicazione: 03/02/2016