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Ali-spezzate: la storia vera


08/02/2010

Dal 1947 l’Italia è stata collegata col resto del mondo tramite una delle compagnie aeree più grandi e rinomate nel campo del trasporto aereo internazionale, l’Alitalia, arrivò al suo picco massimo nel corso degli anni "80. Verso la fine degli anni "90 e con l’inizio del nuovo millennio iniziò un periodo di grave crisi che porterà la compagnia più volte sull’orlo del fallimento, motivo che spinse molti politici Italiani ad avviare le procedure di privatizzazione per ridurre le azioni dello Stato Italiano almeno del 50%, convinti,così facendo, di poter dare "una boccata d’aria" all’azienda. Dopo tantissimi anni di trattative, nei quali si sono valutate le più svariate opzioni, sotto il governo Prodi, nel 2006 si stavano concludendo gli accordi con l’Air France-KLM, che era disposta a prendersi in carico l’intera compagnia limitando al minimo i licenziamenti. Poco prima di siglare l’accordo coi vertici parigini cadde il governo e con esso anche la trattativa, vista la forte opposizione della Lega Nord che, per mantenere come base principale quella di Milano Malpensa, contestò la nazionalità degli acquirenti i quali non essendo Italiani non sarebbero stati degni di dirigere "la compagnia di bandiera". Il nuovo governo di centro destra, guidato da Silvio Berlusconi, trovò nuovi acquirenti per creare così la cordata, guidata da grandi imprenditori Italiani che tuttavia non avevano mai avuto esperienza nel campo dell’aviazione civile. La conseguenza fu l’accorpamento con l’Air One, compagnia privata italiana in mano a Carlo Toto, anch’essa sull’orlo del fallimento. Mentre ancora erano in corso le trattative con Air France, l’Air One, pur essendo in una grave situazione finanziaria, aveva investito DIVERSI milioni di euro nel rinnovare la flotta con i nuovissimi Airbus A320, come se i dirigenti avessero già prevvisto un successivo accorpamento con l’ex compagnia di bandiera. Il peggio comunque doveva ancora arrivare, i nuovi acquirenti apportarono delle pesanti modifiche alla compagnia: vennero licenziati migliaia di dipendenti, per i quali il governo Italiano ha dovuto pagare la cassa integrazione; vennero ridotti al minimo i servizi a bordo; vennero utilizzati contratti che prevedevano l’azzeramento dell’anzianità e una notevole riduzione dei diritti per i dipendenti ai quali è stato offerto il posto di lavoro.

La nuova compagnia, ribattezzata C.A.I., Compagnia Aerea Italiana, ha preso il volo il 13 Gennaio 2009, mantendendo gli stessi colori e slogan della vecchia "Alitalia", ma cambiandola del tutto nel suo contenuto. Un volo internazionale fa apprezzare realmente al passeggero che ha conosciuto la vecchia Alitalia quanto essa sia cambiata, a iniziare dai sedili rotti, dal numero ridotto di assistenti di volo, dalla mancanza di pasti caldi, fino al mancato funzionamento del sistema d’intrattenimento. Questa serie di cose influenzano parecchio la scelta del passeggero, che al giorno d’oggi ha una vasta gamma di compagnie a disposizione, e mentre in passato c’erano poche alternative all’Alitalia, oggi sarebbe disposto a pagare in più scegliendo Alitalia solo se avesse la garanzia di ottenere un buon servizio, come quello degli anni passati.  Ora invece il servizio è peggio di quello delle compagnie "low cost" (in particolare mi riferisco a Easyjet e Ryanair) nonostante rimangano in vigore i costi elevati. Non bisogna essere imprenditori esperti per vedere che in questo modo la strategia di mercato non può funzionare, se poi si aggiungono ulteriori disagi dovuti alla necessità di fare scalo a Roma o Milano, ad aspettare ore in aereoporto, a rischiare di perdere i bagagli per via dello scalo, ai frequenti ritardi, è normale che il passeggero sarà più incline a scegliere di volare con la concorrenza.

Oggi, vedendo anche nei piccoli dettagli il grande cambiamento, ho chiesto a vari assistenti di volo cosa ne pensavano del passaggio di gestione e dei numerosi cambiamenti che l’hanno accompagnato. Sono loro infatti le persone maggiormente colpite: una hostess mi ha raccontato del modo in cui lei, come tanti altri, ha partecipato con convinzione a manifestazioni a Roma e innumerevoli scioperi davanti alla sede di Fiumicino creando forti disagi a gli utenti sperando, così facendo, di focalizzare l’attenzione del Paese e della stampa sul forte taglio di personale che ha mandato in cassa integrazione 14.000 dipendenti, altri 1000 a contratto stagionale mandati a casa senza alcun sostentamento economico. Di tutto ciò se ne sa pochissimo: come mi hanno detto più hostess "la stampa Italiana non è libera", di conseguenza tutte le notizie riguardante le manifestazioni sono state riportate dando un’ idea molte volte distorta della realtà che hanno vissuto i dipendenti nei mesi di sciopero, del motivo che gli ha spinti a insistere e delle conseguenze economiche che la decisione del governo ha portato sul Paese. Il personale ha lottato per anni e proprio parlando con molti di loro capisco quale sia la situazione reale, quella che non viene pubblicata dalla stampa Italiana e che pochi sanno. La polemica innescata contro la possibile "svendita della compagnia ai nostri cugini francesi" come affermò Berlusconi in un convegno a Milano, era fondata su pretesti "patriotici", ma, mentre l’Air France avrebbe dovuto licenziare 2100 lavoratori (principalmente il personale di terra a Fiumicino), la CAI ne ha licenziato sette voltetanto! "Era meglio che la compagnia fallisse piuttosto che finisse in mano a sedici banditi che hanno comprato la parte produttiva della compagnia per due soldi, licenziato  migliaia di lavoratori e spezzato la schiena a quelli che sono rimasti"  sono state le parole di uno dei leader dei sindacati autonomi che, sindacati pur contando tra gli iscritti la maggior parte del personale, non hanno avuto alcuna voce in capitolo, in quanto le trattative venivano fatte con i grandi sindacati (CGIL,CISL e UIL), che hanno deluso fortemente anche quei pochi che erano iscritti con loro. 

La delusione suscitata dai sindacati nei loro iscritti non è un problema che riguarda solo Alitalia ma coinvolge tutto il Paese, perchè dalla scuola all’industria fino al trasporto pubblico sono in molti che si sentono "venduti", "pedine di gioco politico fatto per motivi di potere che se ne frega di chi lavora seriamente" come mi ha raccontato un’hostess che dopo la "firma a tradimento" non ha più voluto saperne di alcun sindacato. Oltre all’ingiustizia subita da chi ci lavorava rimane anche quella subita da ogni cittadino italiano: anche chi non ha mai preso l’aereo in vita sua infatti, ha dovuto pagare 76€ a testa per un ammontare di 1MILIARDO e duecento milioni di euro di debito. Una notizia incredibile, che ha fatto il giro del mondo e di cui in Italia si è parlato poco, infatti la vita continua come niente fosse: ogni tanto si sente che il governo taglia ulteriori servizi ai cittadini, come con la riforma della scuola, tutto perchè "l’Italia è in debito pubblico!" argomento che alla svendita-Alitalia nessuno ha preso in considerazione.

Ogni tanto c’è qualche manifestazione, ma solo chi è direttamente coinvolto sa come stanno le cose, scende in piazza e protesta: il resto del Paese guarda con noia, come se quelli in piazza fossero i soliti "scansafatiche", come ha scritto la stampa Italiana in occasione dei vari scioperi di "studenti fannulloni". Quasi tutti gli Italiani sono nella stessa situazione, ma sembra che nessuno abbia la capacità di vedere oltre i suoi problemi, di avere un’idea collettiva del bene e di ciò che sta andando male nel Paese, manca la forza di unirci per chiedere un paese giusto, senza imbrogli, senza favori. A Fiumicino gridavano "adesso tocca a noi, dopo toccherà a voi!" e avevano ragione, se la collettività non avesse accettato ciò che è successo ad Alitalia forse avremmo potuto prevenire una serie di assurdità che il governo ha portato avanti in seguito e che ancora oggi sta portando avanti in un paese che ha le ali spezzate e che non riesce più a sognare: l’ITALIA.

 

Alex Maxia

 

Per maggiori informazioni sulla storia dell’Alitalia, vi consiglio di vedere il documentario Rai realizzato per "La Storia Siamo Noi" dedicato all’analisi delle varie fasi che hanno caratterizzato la compagnia di bandiera. Cliccando sul link è possibile accedere al sito Web del programma: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=463

Travaglio e Gatti: Giornalisti d’assalto

01/02/2007

Due giornalisti, come si diceva un tempo di persone simili, ”senza macchia e senza paura”. Essi sono il timore dei potenti di destra e di sinistra, paladini della giustizia, intesa come equità per tutti. Entrambi rappresentano il tipo di giornalista che mi piacerebbe diventare, senza il timore reverenziale che normalmente si dedica ai potenti, per dirla con Enzo Biagi, firma di spessore mondiale, ”con la schiena dritta”. 

Il primo, giornalista del quotidiano “ La Repubblica ”, è balzato agli onori della cronaca per aver a lungo avversato l’ex premier S. Berlusconi, mettendo in luce molte delle sue pecche, dall’origine delle sue immense ricchezze, ai suoi presunti rapporti con la mafia, guadagnandosi così l’avversione di tutta la destra. Eppure Travaglio non si ritiene uomo di sinistra, o meglio non si riteneva tale, perché in una recente trasmissione, ospite di Serena Dandini a Rai 3, ha dichiarato che “a furia di sentirsi dire che era di sinistra, ormai si stava convincendo di esserlo”. Ultimamente l’abbiamo visto nella trasmissione di Michele Santoro, ”Anno Zero”, da dove guarda caso, sparava a zero su tutti, quando riteneva che la giustizia venisse in qualche modo lesa. 

Il secondo, giornalista de “L’Espresso”, è noto per le sue inchieste da infiltrato. La prima volta fu quando, qualche anno fa, durante il governo Berlusconi, si infiltrò in un campo di accoglienza per extracomunitari. Dato che nessun non addetto poteva entrare, si fece catturare con dei clandestini, appena giunti in Italia. In realtà egli era lì per fare un semplice reportage sugli sbarchi clandestini, secondo una segnalazione che gli era giunta dai suoi informatori. Ma la sua anima di giornalista fu premiata con un grande scoop; anch’egli, scambiato dai poliziotti per un clandestino, venne catturato. Colse al volo l’occasione, non proferì parola, fingendo di non comprendere la lingua fu condotto con i clandestini al vicino centro di accoglienza.Grande colpo di fortuna! Nessuno era mai stato ammesso all’interno di tali edifici, e quindi nessuno aveva potuto sovrintendere ne controllare questi luoghi, nessuno neppure la Croce Rossa; egli era l’unico non addetto che varcava quella soglia…..E descrisse tutto, per filo e per segno. Dal modo disumano di trattare gli “ospiti”, alle botte e umiliazioni che quella povera gente doveva sopportare. E scoppiò il finimondo. 
Da poco, ci ha riprovato conducendo una lucida inchiesta su un ospedale romano, l’Umberto I. I filmati, realizzati al buio col 
suo telefonino, hanno fatto emergere il degrado e la sporcizia, talora la contaminazione, benché involontaria, di ammalati trasportati da inservienti che contemporaneamente trasportavano sacchetti di immondezza, e altre schifezze ancora. 

Anche questa volta è scoppiato il finimondo. Il ministro Livia Turco, ha fatto partire un’inchiesta, riguardante tutti gli ospedali d’Italia. Si attendono sviluppi. Già nuovi casi sono stati segnalati. 

Ma possibile che nessuno prima si sia accorto della situazione in cui giacciono numerosi dei nostri ospedali? Le inchieste devono sempre partire dopo le denunce di giornalisti intraprendenti? 

A questo punto possiamo dire solo una cosa: fortuna che esistono questi giornalisti coraggiosi! 

Da piccola cittadina senza poteri, posso solo dire grazie, a queste persone, che contribuiscono a fare dell’Italia un paese più vivibile, più giusto e più equo. 


  Francesca Vecere

Gli esperimenti nucleari di Mururoa

26/02/2008

Gli esperimenti nucleari di Mururoa 

L’isola di Mururoa è un atollo (isola corallina) dell’oceano Pacifico meridionale. Fa parte delle isole Tuamotu, nella Polinesia francese (TOM). Come quasi tutti gli atolli, è costituita dal cratere di un vulcano apparentemente spento, che, dopo essere stato corroso dagli elementi atmosferici, si è abbassato sotto il livello del mare. Il bordo del cratere emerge dal mare formando uno stretto anello di forma ovale e irregolare, l’atollo vero e proprio, che racchiude una laguna dai bassi fondali. 
Mururoa è divenuta famosa in tutto il mondo per i test nucleari che i francesi vi hanno eseguito nell’estate del 1995, voluti dal presidente Jacques Chirac, nonostante la forte opposizione delle altre isole del Pacifico e dei movimenti ambientalisti e antinucleari di tutto il mondo. Le tensioni sono sfociate in un’accesa rivolta che ha avuto luogo a Papeete (Tahiti), a 1200 km di distanza da Mururoa. Gli esperimenti dei francesi, che scelsero l’atollo per la sua posizione lontana dai centri abitati, iniziarono nel 1966. I numerosi test nucleari  arrecarono gravi danni alla superficie dell’atollo e che furono di conseguenza interrotti nel 1975. Da quel momento fino al 1992, anno in cui venne firmato un trattato di moratoria sugli esperimenti nucleari, sono state effettuate 108 esplosioni sotterranee. Le prove effettuate nel 1995 hanno danneggiato gravemente la parte sommersa dell’isola aumentando la radioattività nell’oceano e hanno causato gravi problemi di salute agli abitanti. Ancora oggi un terzo della popolazione nasce con gravi malattie dovute agli esperimenti nucleari. 
Il governo francese dovrebbe occuparsi di questo grave problema perché è un pericolo sempre costante. 
Jessyka

Il sito di compostaggio

 

18/05/2008

Ecco dove vanno a finire i nostri rifiuti organici: il sito di compostaggio di Macchiareddu è una nuova struttura creata per trasformare i nostri scarti della cucina o del giardinaggio in concimi naturali. Ogni giorno (compresi domeniche e festivi) arrivano al sito più di 7 tonnellate di rifiuti da qualsiasi comune abbia aderito alla campagna (obbligatoria) della raccolta differenziata.

Ogni comune che porta i suoi rifiuti al sito riceve il 30% di sconto sulle spese di smaltimento rifiuti; chi invece non fa la raccolta differenziata riceve il 30% di aggravo sulle spese. Ma torniamo alla trasformazione in concimi. Appena arrivati i rifiuti vengono tolti dalle buste con una speciale macchina (molte buste non sono biodegradabili anche se c’è scritto così); poi vengono fatti passare in altre macchine che tolgono qualsiasi residuo non organico ( tappi di bottiglia, carta) e infine i nostri rifiuti arrivano sotto forma di “poltiglia marrone” in vasche che regolarmente rivoltano i rifiuti e che emanano calore. Ma il viaggio dei rifiuti non finisce qua. Infatti quelli che non servono a formare concimi vengono portati, sempre con speciali macchinari, in una specie di discarica a cielo aperto. 
Certo, l’odore non è dei migliori, ma è così che il mondo senz’altro verrà reso più vivibile. 

MAMMA MIA, CHE CALDO…

30/06/2008

È la frase che oramai sentiamo più spesso in strada, a casa o nei vari luoghi pubblici uscire da varie e numerose bocche, soprattutto di anziani. Eh si, il caldo è arrivato e non in silenzio, ma facendosi sentire eccome; dapprima si pensava che questa sarebbe stata un’estate anormale, con giornate abbastanza fresche e addirittura piovose, ma così non è stato. I termometri già segnano temperature che superano i 30 gradi e si sono registrate le prime vittime, purtroppo.

È questo il punto debole dell’estate: le persone spesso sono irragionevoli ed uscendo verso mezzogiorno o da mezzogiorno alle 15.00 si espongono ai raggi solari che non solo provocano bruciature su tutto il corpo (che pare siano diventate uso comune e pure di moda!) ma rischiano soprattutto di causare infarti e cali di pressione non solo sugli anziani. Perciò il ministero della Salute ha messo a disposizione di tutti un numero verde, il 1500, che fornisce informazioni a chiunque ne abbia bisogno; le più elementari sono ovviamente: non uscire tra le 12.00 e le 17.00, bere molta acqua e mangiare molta frutta e verdura… Seguendole si passerà un’estate più che divertente in compagnia di sole e mare e… mi raccomando non dimenticate la protezione solare.

Jessyka..d

GENITORI DA BUTTARE… FIGLI DA BUTTARE?

26/08/2008

Molto spesso i figli di personaggi non del tutto puliti o di veri e propri delinquenti (mafiosi, camorristi, killer, ma anche semplici ladri) sono purtroppo destinati o a fare la stessa fine dei o del genitore o a vivere una vita da etichettati a causa di un cognome che non rappresenta certo una garanzia. Infatti, assai frequentemente i pregiudizi delle persone costringono questi giovani a seguire le orme del genitore, a causa della mancanza di un lavoro o di una copertura e protezione adeguata. Ma chi ha detto che questi figli non possano ricostruirsi una vita a prescindere da un passato che neanche appartiene alla propria storia? Ci sono, infatti, molti centri che aiutano queste persone in difficoltà o i servizi sociali o le parrocchie. Perciò lasciamo da parte il pregiudizio che diventa un vero e proprio ghetto virtuale per queste persone che hanno ogni diritto di vivere indipendentemente e, si spera, onestamente.

Jessica Lai

L’autogestione...Perchè?

24/10/2008

...DEVONO DERIVARE PER IL BILANCIO DELLO STATO ECONOMIE LORDE DI SPESA, NON INFERIORI A 456 MILIONI DI EURO PER L’ANNO 2009, A 1.650 MILIONI DI EURO PER L’ANNO 2010, A 2.538 MILIONI DI EURO PER L’ANNO 2011 E A 3.188 MILIONI DI EURO A DECORRERE DALL’ANNO 2012...

 

a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti;

 

b) ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;

 

 

.... Questi sono due dei punti salienti della riforma che ha scatenato la grande protesta PACIFICA degli studenti con occupazioni (per i più grandi) e autogestioni (per i liceali).Tutta l’Italia è mobilitata e i giornali parlano di occupazioni e manifestazioni a Bologna, Cosenza, Pistoia e Palermo. A Roma la polizia è intervenuta bloccando un corteo che si dirigeva al Senato. Il nostro liceo non è stato da meno e dal giorno 24 Ottobre ha proclamato lo stato di autogestione fino a data da definirsi. Per chi non ha assistito all’assemblea straordinaria e non è rimasto all’autogestione, non si è certamente rimasti con le mani in mano: con grande fantasia sono stati creati numerosi striscioni colorati, appesi fuori dalla scuola dalla parte di viale Colombo, e che molto probabilmente verranno portati alla manifestazione del 30 ottobre alla quale parteciperemo ATTIVAMENTE insieme a scuole dell’hinterland cagliaritano come Siotto, Dettori, Levi ecc...

 

Ecco qual è l’utilità della nostra protesta: non saltare le verifiche o le lezioni con qualche docente particolarmente antipatico, non fare cas... andando in giro per la scuola a far nulla ma garantirci un futuro più o meno roseo che ci consenta di fare l’università nei tempi stabiliti e non in vent’anni perchè non si hanno i soldi per finanziarla. L’Unione Sarda ha pubblicato un articolo riguardo la manifestazione del 24 ottobre in Piazza del Carmine e speriamo che pubblichi anche il nostro comunicato che informa gli organi di stampa sul nostro stato di autogestione.

 

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