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Recensione del film “La maschera”

la maschera8Recensione del film “La maschera” di Fiorella Infascelli (1988)

In occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giuseppe Baretti, giovedì 21 novembre alle ore 9.00, è stato proiettato in Cineteca Sarda per 3 classi del Liceo scientifico Brotzu di Quartu S. Elena, il film della sceneggiatrice e regista italiana Fiorella Infascelli: “La maschera” (Italia, 1988, 80’). Tra le classi presenti, la 4B, accompagnata dalla prof.ssa Anna Lucia Cocco, ha deciso di redigere la seguente recensione, analizzando alcuni aspetti dell’opera.

Titolo: La maschera Regista: Fiorella Infascelli

Genere: Fantastico, sentimentale

Anno: 1988

Durata: 92 min

Trama: Il nobile Leonardo, insoddisfatto della sua vita, trascorre l’esistenza fra gioco e ubriachezza. Durante la recita di una compagnia teatrale nel parco della sua villa, si invaghisce imprevedibilmente della giovane attrice Iris. Tenta di sedurla più volte in modo prepotente, ma viene respinto con disprezzo. Nel tentativo di conquistarla, decide di ricorrere a delle maschere che indossa nei suoi incontri successivi con la ragazza seguendola in varie città. Con i suoi modi riesce a conquistare il cuore della ragazza, ma solo successivamente riesce a confessare la sua identità.

 

Analisi e commento:

mask3Leonardo è fondamentalmente una figura emblematica: rispecchia l’animo tormentato di una persona insoddisfatta della propria esistenza, che non ha alcun incentivo per andare avanti. Il suo tormento deriva dal fatto che egli non riesce a entrare in sintonia con lo spirito dei nuovi tempi, ovvero i tempi dell’Illuminismo. Così scaturisce in lui l’esigenza di alleviare la propria sofferenza interiore, il proprio dolore, cedendo ai vizi umani quali alcool e gioco. Nel momento in cui si invaghisce inaspettatamente della giovane Iris e viene brutalmente respinto, un altro tormento si aggiunge al suo generale malessere. Nel tentativo di voler far breccia nel cuore della donna, decide di nascondere la sua persona dietro a delle maschere. Queste, seppur all’apparenza possano sembrare un semplice stratagemma per attrare Iris a sé, in realtà celano un significato più profondo. L’indossare una maschera non è, infatti, da interpretare come l’azione in sé, solamente in senso stretto, bensì come un gesto metaforico: la maschera intesa non come oggetto per nascondere il viso, ma come strumento che maschera la propria personalità, il proprio io. Leonardo non vuole nascondere il suo aspetto, piuttosto il suo senso di vergogna e inadeguatezza davanti alla donna. Sotto un altro aspetto la maschera ha la funzione di risvegliare, far riemergere la versione più vera e intima di sé stessi. Durante il film, si nota il cambiamento del protagonista non tanto nella cura del suo aspetto quanto invece nella sua persona: prima chiamato “Leone” dal padre, per evidenziare la sua aggressività, poi “Leonardo”, sottolineando il suo lato più mite che emerge solamente alla fine.

mask5Estremamente importante è la figura del mascheraio che a primo impatto è utile a Leonardo per capire come reagire all’amore non ricambiato e come comportarsi di fronte al tormento che ne deriva. In realtà questa figura può essere associata a quella di uno psicoterapeuta, che non lo aiuta solo a trovare una soluzione pratica ma lo conduce a ritrovare sé stesso e la sua pace interiore. Contemporaneamente la figura di Iris, a metà strada tra la giovinezza e l’età matura, rappresenta il fine e allo stesso tempo il mezzo per il raggiungimento della sua serenità d’animo. la maschera6L’originalità e la bellezza del film sono dovute innanzitutto alle scelte registiche della Infascelli: le scene sono sempre collocate in luoghi quasi incantati in cui spiccano maggiormente un gioco di simmetrie nelle architetture, gli immensi giardini della villa e paesaggi incantevoli che rimandano immediatamente al tema della natura. Nella visione de “La maschera” dunque emergono continui rifermenti artistici ma anche filosofici, basti pensare al tema della scoperta e dell’assoluta attenzione verso i sentimenti ma soprattutto verso l’Io, due dei caratteri fondamentali del Romanticismo, corrente di pensiero opposta all’Illuminismo (ciò spiega il senso di inadeguatezza che prova il protagonista: egli, inserito all’interno della società illuminista settecentesca, non sente di farne parte, si estrania da essa in quanto la sua vera felicità risiede nel ritrovare se stesso). In generale tutti i temi affrontati nel film sono notevolmente attuali: l’alcolismo, la dipendenza dal gioco, l’apparenza, lo struggersi nel primo amore, il dover accettare sé stessi... È evidente come questi siano caratteri dominanti della società contemporanea – è anche per questo che risulta molto facile immedesimarsi nel protagonista - tuttavia il film fa comprendere allo stesso tempo quanto siano propri dell’epoca illuminista settecentesca.

baretti3“La maschera”, infatti, si ispira soprattutto alla figura e al pensiero del critico italiano Giuseppe Baretti. Dalle opere di quest’ultimo (soprattutto la rivista “la Frusta Letteraria”) traspare chiaramente il suo spirito anticonformista, in quanto egli, fortemente ancorato a principi che saranno successivamente caratteristici del romanticismo (è un anticipatore del concetto di “artista genio” ad esempio), non riesce ad entrare in sintonia con la mentalità illuminista del suo tempo, proprio come il nobile Leonardo.

“La Maschera” della Infascelli è un film che dietro ad una “semplice” storia d’amore, cela tantissimi richiami storici, filosofici, artistici tramite i quali la regista è riuscita trasmettere dei significati profondi riconducibili alla vita reale, tali da riuscire a condurre lo spettatore del film non solo a immedesimarsi nel protagonista, ma anche a riflettere.

La classe  4B