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Passeggiando per Cagliari (5)

Passeggiando per Cagliari 5

5. Periplo di Castello in senso antiorario

Dopo la concessione della Giudicessa i pisani cominciarono i lavori.

È chiaro che quello che viene costruito immediatamente è il circuito murario: e così tutto intorno al colle di Castello sorse una cinta difensiva dotata di circa una quindicina di torri. Allora però non esistevano né la torre dell’Elefantel?elefantino che d? il nome alla torre omonima, né quella di San Pancrazio san pancrazio ridottao dell’Aquila, che sono quelle che costituiscono le attrattive da cartolina della città. E non c’era neanche quella cosiddetta del Leone, oggi inglobata all’interno del palazzo Boyl, uno dei più belli della città, famoso anche perché in esso si conficcarono le palle di cannone del bombardamento della squadra navale francese durante il tentativo di occupazione del 1793. L’ultimo restauro le ha conservate per cui sono visibili. ( si veda la foto nella prima puntata)
Salendo si incontrano le scuole elementari di Santa Caterina,  l’ultimo edificio pubblico costruito nel quartiere di Castello, ormai completamente saturo di costruzioni. Al suo posto c’era il Convento di Santa Caterina, demolito nel 1905. 
Salendo per la via del Fossario passiamo sotto un portico via del fossario ridotta(si possono notare le superfetazioni dei servizi igienici) e si arriva alla Cattedralecattedrale piccola, iniziata dai pisani e poi trasformata nel corso del tempo;  le aggiunte più importanti, come la cupola,  sono del Seicento. (all’interno si può osservare la cripta, nonché i retabli ed il pulpito della cattedrale di Pisa di Guglielmo). 
La piazza Palazzo è uno spazio vuoto, ricavato così com’è solo in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. In esso si affacciano l’ex palazzo di città ortogonale alla Cattedrale, adibito poi a Conservatorio quando fu costruito il nuovo Municipio sulla via Roma,  il palazzo Reale, oggi palazzo della provincia ed il palazzo arcivescovile. 
Proseguendo si arriva alla piazza Indipendenza dove è possibile accedere alla torre di san Pancrazio costruita nei primi anni del trecento insieme alla torre dell’elefante, sempre dai pisani, per rafforzare la difesa della città. In piazza Arsenale dove si affaccia la cittadella dei musei, opera architettonica degli anni settanta del Novecento, è possibile vedere come il colle di Castello si restringa, a mo’ di fuso. 
Scendendo per via Lamarmora da piazza Indipendenza si vede il palazzo Sanjust sulla destra. Si tratta di un palazzo costruito negli anni ottanta dell’Ottocento che sostituì il vecchio edificio sede dell’Università seicentesca. 
Voltando al primo vico Lamarmora si scende per via Santa Croce  che, sulla destra, ha il ghetto degli ebrei, così chiamato erroneamente; in realtà si tratta del restauro della caserma piemontese San Carlo. Qui è possibile scendere alla sinistra per la scala che conduce al portico di via Corte d’appello; altrimenti continuando per via Santa Croce si arriva al bastione sempre di Santa Croce, con l’ex chiesetta, ormai sconsacrata. Probabilmente in quella zona nella Cagliari del trecento c’era una sinagoga. Questo fino al 1492, anno non solo della scoperta dell’America, ma anche dell’editto del re di Spagna, cui allora apparteneva l’intera Sardegna, di cacciata degli ebrei dai territori della Corona. Tutte le sinagoghe furono così riconvertite a chiese cattoliche sotto l’invocazione alla Santa Croce. In realtà l’attuale chiesa di Santa Croce fu costruita nella seconda metà del Seicento in occasione della risistemazione dell’isolato da parte della Compagnia di Gesù per la realizzazione del proprio Collegio di Studi.

Scendendo troviamo la Torre dell’Elefante in piazzetta San Giuseppe, ai margini della chiesa di San Giuseppe, la sede del collegio degli Scolopi tra via dei Genovesi e la via San Giuseppe; a sinistra  via universitàviauniversita,  sulla destra il palazzo dell’Università, istituita nel 1626 durante il regno di Filippo IV re di Spagna. Annesso l’ex Seminario tridentino con cui oggi forma un corpo unico. 
Prima di tornare alla terrazza Umberto I un ricordo di quello che è uno dei simboli del cambiamento della città: la ristrutturazione dell’ex teatro civico. Esso pervenne alla città di Cagliari nel 1831 dal barone Zapata che cedette il teatro compreso nel suo palazzo in cambio di una fattoria a Pirri. Ristrutturato e riammodernato costituì uno dei ritrovi mondani più chic della città fino a quando i bombardamenti della primavera del 1943 non lo distrussero completamente. Oggi , dopo un parziale restauro viene usato nella bella stagione, infatti non ha copertura.

m.p.