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Passeggiando per Cagliari (4)

Passeggiando per Cagliari 4

Passeggiando per Cagliari  4.

Terrazza Umberto I, vista della città terrazza del bastioneDalla terrazza del bastione di San Remy si ha una bellissima vista di Cagliari che consente di spiegare nel dettaglio la morfologia del  territorio su cui sorge la città. Esso  è caratterizzato da quattro piccole alture, che superano di poco i cento metri, parallele tra loro: quella più lontana dal mare è il Monte San Michele, circa 120 metri,  con il castello, che domina e controlla la pianura circostante del Campidano; poi c’è il colle di Castello, quello dove siamo adesso, circa 100 metri, completamente costruito; più prossimo al mare, il suo colle gemello, Monte Urpinu, cento metri; ed infine, proteso sul mare, a formare una piccola penisoletta, il Monte Sant’Elia, circa 132 metri, con la caratteristica Sella del Diavolo . molentargius

Ma il territorio non ha finito le sue sorprese: oltre a queste quattro alture anche l’acqua rivendica la sua importanza: due grandi lagune delimitano la città. Alla sinistra, spalle al mare, la laguna di Santa Gilla, enorme, ettari ed ettari di terreno, quasi tremila, sommersi dall’acqua, profonda in alcuni punti due metri e mezzo, destinata nel corso del tempo a pesca, produzione del sale, porto alternativo. E’ importante sapere che non si tratta di uno stagno, come erroneamente viene chiamato, poichè esiste il contatto con il mare laddove oggi c’è il nuovo ponte della Scaffa. Potete notare che all’interno della Laguna c’è, anche se sarebbe meglio dire c’era, un’isoletta, Sa Illetta o di San Simone, oggi letteralmente aperta per la costruzione del Porto Canale, di cui si vedono i due moli (lunghi ben ,1,800 km ciascuno) che abbracciano il bacino artificiale (tutto scavato nell’isoletta).porto canale

Alla destra, invece, c’è lo stagno di Molentargius, un complesso che si estende per circa 650 ettari di terreno con una profondità variabile tra mezzo metro ed un metro, adibito storicamente a salina, attorno ad esso  sorgono, a corona, i centri di Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato, Pirri. I loro abitanti erano anticamente obbligati alla cosiddetta comanda del sale, ovvero alla raccolta della risorsa che poi veniva venduta dalla città, di cui ha sempre costituito una delle maggiori entrate. molentargius

Anticamente però Cagliari non era come è oggi; ancora nel  XIII secolo la città così come la conosciamo noi non esiste: tutti i monti sono liberi da costruzioni, sono come gli attuali Monte Urpinu o monte Sant’Elia occupati al massimo da insediamenti militari. E il Castello dove siamo adesso non è costruito. Ma allora la città dov’è? È spostata verso ovest. Sotto di noi solo una chiesetta dei monaci benedettini e più in là  la grande abbazia di San Saturnino. Per il resto  orti e campi, vigneti. La città è sul piano in riva alla laguna di Santa Gilla, dove oggi c’è l’Auchan. È una città con la sua cattedrale e il palazzo del signore del tempo: il giudice. Scavi e testimonianze suggeriscono che alcune strutture di questa città chiamata Santa Igia (da Santa Cecilia) possano oggi essere sotto l’acqua dello stagno;   ci sono poi i resti della città romana, allora molto più evidenti di quelli attualmente visibili,  che costituivano  la migliore cava di materiale da costruzione del tempo.

Ma nel 1216 il giudice di allora, anzi la giudicessa Benedetta, consente a Lamberto Visconti, un nobile cittadino di Pisa, di costruire sul colle di Castello, dove ci troviamo noi. Mal gliene incolse perché quello che i pisani realizzano (ricordarsi che Pisa era allora una potentissima repubblica marinara, in perenne rivalità con Genova) è una vera e propria città, popolata si badi bene probabilmente solo da cittadini pisani. E’ una data importante, perchè questa concessione cambierà  tutta la storia della città.

m.p.