brotzu school

spazio riservato al libero scambio di idee, pensieri e parole

Passeggiando per Cagliari

Passeggiando per Cagliari (1)

PASSEGGIANDO PER CAGLIARI

Anche se con una certa difficoltà, la primavera ormai si sta manifestando sempre più spesso con giornate belle e assolate. 
E allora perché andare sempre al Carrefour a fare le vasche? 
Perché non scendere a Cagliari e fare delle passeggiate alternative per conoscere una bella città? 
Va bene non è Roma, non è Venezia, non è Firenze, ma se anziché lasciarvela scorrere indifferenti davanti agli occhi la osservate con attenzione, curiosità e un pizzico di entusiasmo, utilizzando anche gli altri sensi, l’olfatto, il gusto, il tatto l’udito riuscirete a coglierne il lato più affascinante e coinvolgente. 
Da dove cominciamo? Ma direi da via Roma, perché vi suggerisco di prendere il pullmann che da Quartu vi porta appunto direttamente all’inizio di via Roma, all’incrocio con via Sonnino, via XX Settembre, viale Regina Margherita. 
palazzo enel piccolaScendiamo dal bus davanti al cosiddetto palazzo dell’Enel e ci troviamo all’inizio della via più importante della città: via Roma. Per chi vi arriva dal mare è la vetrina della città, per chi vi abita uno dei due passaggi obbligati per aggirare il colle di Castello e raggiungere gli altri quartieri . La sua importanza si riconosce dalla dimensione: non esistono a Cagliari altre strade così larghe e quindi così grandi. Lo spazio è tale che per riuscire a riempirlo con il traffico automobilistico sembra che gli amministratori si sentano costretti a rimpicciolirlo, creando due doppi sensi di marcia, addirittura tre considerando le corsie privilegiate per i mezzi pubblici. via Roma vista dalla darsenaLa prima riflessione che si deve fare guardando questa via è che la città è un organismo vivo, ma a differenza delle persone non è mai giovane e non invecchia, cambia e basta, a seconda di come i suoi abitanti vogliono che diventi. Per esempio, via Roma è sempre stata così come la vediamo ora? Certamente no e non da molto. I suoi centotrenta anni di età ci permettono di seguire passo passo le sue trasformazioni grazie alla testimonianza delle fotografie che la ritraggono dalla fine del 1800 .  

                                                                              La seconda riflessione che si deve fare è che la città cambia perché mutano in continuazione i rapporti esistenti tra vuoti e pieni. Dove prima era uno spazio vuoto ora può essere stato edificato qualcosa e quindi quello spazio si è riempito. Oppure il contrario, dove prima c’era una costruzione ora può essere stata demolita e quello spazio si è vuotato. Via Roma è così larga e così grande perché è l’esito di un vuoto che si è creato quando  alla fine dell’Ottocento man mano sono state demolite le fortificazioni. Cagliari infatti era una città murata. Dobbiamo immaginare un alto muro che arrivava più o meno all’altezza di metà del primo doppio senso di marcia prima della corsia preferenziale, con davanti nient’altro che il mare;  al centro della futura via Roma vi erano due moli più o meno a forma di braccia a delimitare il porto ed ai lati di questi due moli nient’altro che la linea di battigia, simile a quella di una spiaggia qualsiasi. Queste mura delimitavano il quartiere del porto, chiamato ancora oggi della Marina, non solamente davanti al mare, ma anche dagli altri lati. Quando le mura sono state demolite  è nato lo spazio che ha dato vita ficus piccolaalla grande via Roma, il salotto buono della città,via roma 3 piccolala via intitolata alla nuova capitale di un’Italia nata da pochi anni, di cui la Sardegna costituiva sì una terra periferica, ma pur sempre una parte importante del regno dei savoia.

Ok fatevi un giretto alla darsena, risalite nella piazzetta verso il viale Regina Margherita dove troverete uno dei ficus più grandi della città, mangiatevi un bel gelato e preparatevi alla salita; la prossima volta vi accompagnerò verso il castello, passando appunto dal viale Regina Margherita.

m.p.