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Primo piano

Economia e Cittadinanza: corso online per gli studenti delle classi quinte

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Corso di Economia e Cittadinanza

Si sta concludendo in questi giorni la fase operativa del corso "Economia e Cittadinanza", riservato agli studenti delle classi quinte del liceo nell'ambito del progetto di "Cittadinanza e Costituzione" promosso dal dipartimento di storia e filosofia dell'I.I.S "Giuseppe Brotzu".

Il corso mira a fornire a studentesse e studenti le conoscenze di macroeconomia essenziali per esercitare una cittadinanza critica e attiva. L'obiettivo è infatti consentire loro di comprendere la dimensione economica della società in cui vivono che è al centro del dibattito politico e culturale. Scopo di questo post è rendere disponibili a tutti coloro che sono interessati, studenti e non, i materiali del corso. Il seguente video è la presentazione del corso in cui vengono precisati obiettivi, metodologia e modalità di partecipazione.

Video corso online Economia e Cittadinanza

Il Percorso

Il titolo del progetto è "Economia e Cittadinanza" e i temi affrontati sono stati:
• Il bilancio dello stato;
• Il debito pubblico;
• Il Pil;
• L'inflazione.

Il progetto è stato sviluppato interamente online a cura del prof. Gianfranco Marini secondo un percorso che articolato in:


1. una serie di webinar disponibili al seguente indirizzo: Webinar Economia e cittadinanza 

2. presentazioni sui temi trattati: Il bilancio dello stato e il debito pubblicoIl PilInflazione e deflazione;
3. una mappa di apprendimento realizzata con Mindomo che raccoglie ordinatamente risorse e fonti per approfondire gli argomenti del corso: mappa di Economia e Cittadinanza;
4. una serie di test a scelta multipla.

Sommario

Questo il sommario completo degli argomento trattati nel corso:

1° Webinar 1^ parte:  Bilancio dello stato e debito pubblico 1^ parte
1. Deficit e debito
2. Cos'è il bilancio dello stato;
3. Deficit, avanzo primario e ricorso al mercato;
4. esame del bilancio preventivo di competenza del 2017.

1° Webinar 2^ parte: Bilancio dello stato e debito pubblico 2^ parte
1. Composizione delle entrate;
2. Composizione delle uscite;
3. Debito pubblico;
4. Patto di bilancio;
5. Debito pubblico nel mondo.

2° Webinar: I titoli di stato e indici (Debito/Pil, Deficit/Pil)
1. titoli di stato: emissione, tipologie e rendimenti;
2. rapporto debito/Pil;
3. rapporto deficit/ Pil;
4. Spread.

3° Webinar: Il Pil
1. Cos'è, a cosa serve e come si calcola?
2. Cosa rientra nel Pil e cosa no;
3. Pil Nominale e Pil Reale;
4. Pil pro capite;
5. Ricchi e poveri.

4° Webinar: L'Inflazione e Deflazione
1. Che cos'è
2. inflazione e potere d'acquisto
3. tipologie di inflazione ed esempi storici
4. cause dell'Inflazione
5 Come si calcola
6. Inflazione e Deflazione

Scienziate nel tempo. 100 Biografie

scienziate nel tempoIl libro “Scienziate nel tempo. 100 biografie” nasce da una ricerca italiana sul rapporto delle donne con la scienza, iniziata all’Università Bocconi nel 1997. Le autrici, Sara Sesti e Liliana Moro, entrambe insegnanti, sono da tempo impegnate nella ricerca e nello studio del ruolo delle donne nella scienza presso l’Università Bocconi. Hanno precedentemente pubblicato insieme un’altra raccolta di biografie intitolata “Donne di scienza. 50 biografie dall’antichità al duemila”. Lo scopo della raccolta è quello di far emergere il difficile rapporto fra le donne e la scienza nei secoli attraverso il racconto del profilo biografico di 100 donne che si sono dedicate appunto all’indagine scientifica. Nonostante le donne si siano occupate di scienza fin dall’antichità, la loro presenza nell’ambiente scientifico è stata sempre un’eccezione, per il fatto che si trattava di contesti riservati esclusivamente agli uomini. Le donne hanno avuto accesso all'istruzione solo dopo la seconda metà dell’800 e solo nel 1867 è stata aperta l’Università alle donne. Solo da allora il contributo delle donne alla ricerca scientifica ha potuto affermarsi, anche se compromesso da questo notevole ritardo. Prima solo le scienziate provenienti da famiglie facoltose riuscivano ad affermarsi soprattutto perché venivano affiancate da un’importante figura maschile come un marito, un padre o un fratello, in grado di fornire loro l’istruzione che veniva negata dalle istituzioni.
Ancora oggi si fatica a riconoscere il ruolo della donna in ambito scientifico, lo dimostrano il fatto che i Nobel assegnati a scienziate dal 1901 non arrivano a venti e le donne continuano a ricoprire ruoli secondari nella ricerca e nelle istituzioni, nonostante l’elevata presenza di donne nelle facoltà universitarie di indirizzo scientifico. Dai rapporti ufficiali emerge che la motivazione non è legata alla forte competitività nell’ambiente scientifico, né alla difficoltà per le donne di coniugare professione e vita familiare, ma da un forte scoraggiamento dal dedicarsi alla scienza che dipende da condizioni di lavoro difficili con precariati lunghi e compensi scarsi. Esistono ancora differenze nella valutazione del lavoro svolto dalle donne scienziate e dai colleghi uomini e nelle possibilità di promozioni offerte ai due sessi. Le biografie sono ordinate cronologicamente e sono precedute da un’introduzione in cui si illustra la presenza femminile nei diversi periodi storici allo scopo di far comprendere il ruolo della donna scienziato nei diversi luoghi di produzione della cultura e l’assenza, fino al XX secolo, nelle massime istituzioni come accademie e università. Le scienziate Agnodiceindividuate per il saggio sono donne che hanno fatto delle scelte particolari o che sono state significative per la storia delle donne. Quelle del periodo antecedente al XIX sono quelle di cui si sia attestata con sicurezza la produzione scientifica, mentre quelle degli anni successivi sono state scelte per originalità delle loro ricerche. Viene inoltre ricordato il lavoro di gruppi di scienziate che hanno prodotto importanti lavori collettivi. Attraverso le loro biografie, le autrici cercano di far comprendere che sono donne che non rispondono a nessuno stereotipo come ad esempio quello della donna poco femminile e che non hanno caratteristiche che le accomunano se non l’interesse per la divulgazione. Il libro è infatti presentato dalla frase ‘Chi dice che le donne non sono portate per la scienza?’. Tra le biografie particolarmente interessante nel periodo dell’antica Grecia è la figura di Agnodice, che attorno al 300 a. C., travestita da uomo studiò e operò come medico. Una volta scoperta si salvò da una condanna a morte, grazie all’appoggio delle donne aristocratiche. In seguito venne consentito l’esercizio della professione medica alle donne.

Nel XX secolo spicca la figura di Clara ImmerwahrClara Immerwahr, (1870 - 1915) chimica e pacifista ebrea che si uccise contro l'uso dei gas asfissianti, creati dal marito Fritz Haber. Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica in Germania, si sposò con il chimico Fritz Haber, con cui inizialmente, collaborava nelle sue ricerche. Con la nascita del figlio, dovette condurre, con grande sofferenza, una vita relegata al ruolo di madre e moglie. Allo scoppio della prima guerra mondiale, le ricerche del marito condussero all'invenzione di gas asfissianti tra cui il cosiddetto "gas mostarda" usato dai tedeschi nel 1915, che causò 5000 morti in dieci minuti. Fu chiamato Iprite e fu la prima arma di distruzione di massa. Clara si suicidò sparandosi con la pistola per manifestare la sua non complicità allo sterminio. Prima della morte, Clara aveva scritto lettere in cui spiegava a lungo la sua decisione, ma scomparvero. In seguito Haber inventò anche lo Zyklon, che fu usato nelle camere a gas dei lager nazisti. ·
Lise Meitner

Un’altra scienziata che mostrò il suo dissenso verso l’uso delle scoperte scientifiche per scopi bellici fu Lise Meitner, fisica austriaca. La biografia della Meitner descrive la condizione dell’istruzione delle donne a Vienna nella fine del 1800. In quel periodo per le ragazze era vietata la frequenza delle scuole superiori. Grazie al sostegno della famiglia, si preparò privatamente e superò l’esame di maturità a 23 anni. Non appena Vienna concesse la frequenza dell’Università da parte delle donne, iniziò a studiare matematica e fisica. Fu la seconda donna a laurearsi in fisica. Successivamente si trasferì a Berlino dove iniziò a collaborare con chimico Otto Hahn in ricerche sulla radioattività. Un aspetto molto curioso è che per partecipare alle ricerche era costretta ad entrare nel laboratorio da una porta secondaria, poiché alle donne era vietato l’accesso all’Istituto di chimica. Nonostante la scoperta della fissione nucleare, il principio teorico su cui si è basata la costruzione dell'atomica, il Nobel fu consegnato solo al collega Otto Hahn. La Meitner si rifiutò di partecipare al Progetto Manhattan per la costruzione della bomba e, dopo Hiroshima e Nagasaki, diventò una pacifista convinta.

Hedy LamarrUn’altra biografia appassionante è quella di Hedy Lamarr, attrice e scienziata. L’autrice l’ha scelta per la copertina del libro, in quanto era una donna bellissima e lontano dallo stereotipo della donna scienziata poco femminile. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, per opporsi al regime nazista, inventò un metodo per impedire ai tedeschi di colpire le navi degli alleati. Inventò un sistema di salti di frequenza, per evitare le intercettazioni delle onde radio. Questo sistema è stato applicato per ridurre le interferenze nella telefonia cellulare e per realizzare il Wi-Fi e le reti wireless. Nel 1998, poco prima di morire, Hedy Lamarr fu premiata per la sua invenzione. 

Tra le biografie illustrate, vi sono anche quelle di alcune scienziate italiane tra cui Rita Levi Montalcini e Margherita Hack. Rita Levi Montalcini è conosciuta soprattutto per aver ricevutoRita Levi Montalcini nel 1986 il Premio Nobel per la medicina. Essendo di origine ebraica ebbe una vita tumultuosa a causa delle leggi antisemite, che la costrinsero più volte a cambiare città e a interrompere la propria professione. Dopo la guerra riprese a lavorare a Torino. Ottenne il Nobel per gli studi sulle fibre nervose. La scienziata devolse parte del premio alla Comunità ebraica per la costruzione di una sinagoga. Nel 2001 è stata nominata Senatore a vita. Margherita Hack è la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia ed è nota a livello mondiale per gli importanti studi da lei svolti nell’ambito dell'astrofisica Le sue ricerche hanno interessato diversi settori dell’astronomia. Importante è il suo impegno nella Margherita Hackdivulgazione scientifica attraverso la pubblicazione di testi, con la fondazione della rivista “L’Astronomia” e con l’attività in teatro come interprete e come autrice. Tra i progetti collettivi, spicca il progetto “Colored computers” portato avanti da tre scienziate afroamericane. Le donne, sfidando razzismo, sessismo e leggi segregazioniste, hanno dato un contributo fondamentali ai programmi spaziali NASA negli anni sessanta. Erano occupate presso la West Area Computing, dove erano definite “colored computers”, ovvero calcolatrici di colore ed erano collocate nel livello più basso della gerarchia. Avevano il compito di calcolare con semplici calcolatrici, i calcoli delle altre strutture del centro di ricerca. Le donne diventarono importanti nei calcoli dei voli spaziali. Nel 2006 la storia di queste scienziate è stata conosciuta dal pubblico grazie al film “”, tratto da un romanzo che racconta parte della loro storia legata all’astronauta John Glenn. Le autrici, con questo testo vogliono proporre un percorso di storia della scienza utile anche nell’attività didattica, cercando di catturare l’attenzione dei ragazzi della mia età attraverso le biografie delle scienziate e il racconto di modelli positivi di figure femminili. Attraverso la lettura del libro si percepiscono i sacrifici e la grande forza spinti dalla passione per la scienza, delle donne protagoniste. Ho trovato il tema del libro interessante ed attuale, in quanto ancora oggi si parla continuamente delle difficoltà delle donne non solo nel mondo nella scienza ma nella società in generale, dove sono continuamente discriminate o considerate inferiori. Essendo anche io una ragazza ed essendo appassionata delle scienze, la lettura di questo libro mi ha fatto riflettere sui miei sogni e sulle opportunità che potrò avere in futuro nel mondo della scienza; anche se pensare che ci siano ancora grandi differenze di genere mi ha spaventata, il coraggio e l’ingegno di queste donne mi ha dato speranza e fiducia nella possibilità che anche io possa far parte del mondo della scienza e della tecnica.

Alice Siddi 4E

Chimica Verde 2.0

Chimica verde Premio AsimovChimica Verde 2.0” è un libro di Guido Saracco, pubblicato nel 2017 a cura della Zanichelli. L’autore, ingegnere chimico, professore, e Rettore del Politecnico di Torino, è anche direttore del Centro per le Tecnologie Future Sostenibili dell’Istituto Italiano di Tecnologia, il quale si dedica alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie per combattere i cambiamenti climatici. Come si può facilmente intuire dal titolo, il libro tratta l’argomento della “chimica verde”, ossia quella branca della chimica che si occupa della progettazione di processi innovativi capaci di eliminare la produzione e l’utilizzo di sostanze pericolose. Il mix energetico mondiale odierno vede le energie rinnovabili solo a un 20% scarso, del quale solo il 10% è composto da rinnovabili “moderne”, che si dividono a loro volta in: fonti di calore e idro-elettriche. Per massimizzare questo tipo di energia è necessario ricorrere al Sole, in quanto maggiore fonte di energia rinnovabile da noi utilizzabile. Oggi, a investire su questo tipo di tecnologie sono specialmente i paesi in via di sviluppo, mentre i paesi industrializzati, morsi dalla crisi dell’economia globale, continuano a produrre energia dai combustibili fossili, e a volte persino ad aumentarne l’utilizzo. Al contrario, in Cina i consumi crescono di pari passo con il progresso economico, questo perché ogni disponibilità economica è investita nella green economy, ovvero nelle nuove tecnologie per il risparmio energetico. Al posto dell’economia all’idrogeno, attualmente in difficoltà, si sta affermando l’utilizzo della stessa anidride carbonica, perfetta per lo stoccaggio dell’idrogeno e per la produzione di nuovi combustibili che surrogano quelli fossili. La “creazione” di questi combustibili avviene per riduzione, e presenta lo stesso meccanismo della fotosintesi. Questa è però insufficiente a bilanciare oggi la 𝐶𝑂2 emessa dalle attività antropiche, per questo è necessario fare “meglio della natura” e ideare processi più rapidi ed efficienti. La fotosintesi artificiale è solo una di queste possibilità, infatti vanno sviluppandosi anche bioraffinerie che trasformano i rifiuti agricoli e urbani in plastica ed elettricità, e batteri ingegnerizzati che Greta Eleonora Thunberg Ernman: l'attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climaticomangiano il diossido di carbonio e ne ricavano preziose molecole. Il libro quindi, risulta quasi una “raccolta” di quelle che sono le affascinanti tecnologie oggi a disposizione degli scienziati per combattere il riscaldamento globale e invertirne la rotta. Lo stile è diretto e conciso, reso facilmente comprensibile, nonostante il frequente utilizzo di termini specifici e scientifici, dalle chiare spiegazioni in cui si prodiga l’autore. Molto apprezzabili i frequenti riferimenti a espressioni e azioni della vita quotidiana, che aiutano la scorrevolezza del libro. Ho apprezzato il libro soprattutto per il tema trattato, che trovo estremamente interessante e attuale. La lettura mi ha permesso di conoscere più a fondo un argomento a me molto caro in tutti i suoi dettagli. Ho trovato affascinante, ma quasi spaventoso, questo reale e oggettivo ritratto di quella che è la nostra opera sulla Terra: sono del parere che sia necessario cambiare le nostre abitudini, e quindi agire alla radice, dando meno importanza ai guadagni economici e più spazio alla sopravvivenza del nostro pianeta. Mi sento di consigliare la lettura di questo libro ai ragazzi della mia età, ma soprattutto a tutti coloro che credono che il problema ambientale che stiamo vivendo sia solo un’invenzione.

 Marta Mariotti 4E

La biblioteca di Babele

Nel mese di febbraio (giovedì 21 e sabato 23)  si è svolta, presso il nostro liceo, la quarta edizione dei seminari di divulgazione scientifica   IDeAS (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna).

Tra i partecipanti alle due giornate sono stati invitati tre nostri docenti: i proff Daniele De Murtas, Dario Cosseddu e Gianfranco Marini.

Riportiamo sotto i contenuti delle loro presentazioni

  1. La biblioteca di Babele (GF Marini)                                   ( Video-presentazione "La Biblioteca di Babele" )  
  2. Breve storia dell'infinito (D. Cosseddu)                            ( Video presentazione "La storia dell'infinito" ) 
  3. La pigrizia come costante universale (D. De Murtas)      ( Video presentazione "La pigrizia come costante universale")

babel

La biblioteca di Babele

Il mio intervento ha preso spunto dal racconto fantastico pubblicato da Jorge Luis Borges nel 1941 intitolato "La biblioteca di Babele" e si è concluso con una animazione video del racconto di Isaac Asimov "L'ultima domanda". Al termine ho rivelato al pubblico la risposta fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto che, come tutti i bene informati sanno, è 42 :-)
Questa la presentazione che utilizzerò: La biblioteca di Babele ppt.

> Animazione-Video racconto <

 Gianfranco Marini

Breve storia dell'infinito 1

Seminario IDeAS: Video presentazione "La pigrizia come costante universale"

Nel mese di febbraio (giovedì 21 e sabato 23)  si è svolta, presso il nostro liceo, la quarta edizione dei seminari di divulgazione scientifica   IDeAS (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna).

Tra i partecipanti alle due giornate sono stati invitati tre nostri docenti: i proff Daniele De Murtas, Dario Cosseddu e Gianfranco Marini.

Riportiamo sotto i contenuti delle loro presentazioni

  1. La biblioteca di Babele (GF Marini)                                   ( Video-presentazione "La Biblioteca di Babele" )  
  2. Breve storia dell'infinito (D. Cosseddu)                            ( Video presentazione "La storia dell'infinito" ) 
  3. La pigrizia come costante universale (D. De Murtas)      ( Video presentazione "La pigrizia come costante universale")

 

dario citazione

 

“Molte sono le cose mirabili, ma nessuna è più mirabile dell’uomo”

È veramente mirabile l’uomo che scopre dentro di sé un concetto come quello di infinito, che a lui, finito e temporale, dovrebbe essere del tutto estraneo.

Eppure era necessaria una meravigliosa follia per pensare l’universo come infinito.

Tracce di quella follia meravigliosa ci sono anche nelle parole greche, che sono sempre doppie, e δεῖνος, ad esempio, significa meraviglioso ma anche terribile: come l’essenza della vita, anch’essa, come l’universo, meravigliosa e terribile.

Ci voleva una sublime, eroica follia, per abbattere i confini dell’universo descritto da Platone, Aristotele e dai greci.

Uno dunque è il cielo, il spacio immenso, il seno, il continente universale, l'eterea regione per la quale il tutto discorre e si muove. Ivi innumerabili stelle, astri, globi, soli e terre sensibilmente si veggono […]. L'universo immenso ed infinito è il composto che resulta da tal spacio e tanti compresi corpi

GiordanoBrunoCon queste parole Giordano Bruno affronta l’infinità dell’universo e il rapporto tra l’uno e i molti, dove l’uno è l’infinito e i molti sono le innumerabili cose finite che compongono l’universo.

Bruno, nel suo filosofico esaltante furore ci dice anche che noi uomini quando parliamo dell’universo come un qualcosa di finito, di limitato, ci comportiamo come chi, avendo una unica finestra, pensa che gli unici uccelli che esistono al mondo siano quelli che passano attraverso quella unica visuale. Esiste solo chi vola di fronte alla finestra che permette al mio sguardo di oltrepassare le mura.

Eppure l’uomo cerca di comprendere e racchiudere il molteplice nell’unità.

Un greco direbbe che questa è una attività meravigliosa e terribile. Ma del resto in greco le parole sono tutte doppie: farmaco vuol dire allo stesso tempo medicina e veleno e l’alpha è la prima lettera dell’alfabeto, quella da cui comincia il linguaggio, ma, quando diventa alpha privativa, serve a negare ogni parola.

Come nella scienza, anche nella vita è necessario un pizzico di follia:

Anche Jorge Luis Borges commette una serie di follie.Jorge Luis Borges

Dapprima si innamora, poi deve accettare che la sua amata Beatriz gli preferisca Carlos che, come nelle migliori tradizioni, è un idiota.

Quando Beatriz muore, l’amore di Borges sopravvive. Pur di inseguire il ricordo dell’amata continua a frequentare Carlos, che nel frattempo è divenuto un poeta, famoso per le poesie orrende ma cariche di dettagli, minuziose e preziosamente ricche, come se un imbecille come lui avesse una finestra con vista privilegiata sull’assoluto. Come se lui, scemo conclamato, potesse guardare dentro un punto nel quale si concentrano tutti i tempi e tutte le cose: una finestra con vista sull’universo infinito. La molteplicità nell’unità.

Un giorno Borges va da lui e lo trova disperato perché quella casa, il nido d’amore di Carlos e Beatriz, sta per essere demolita.

Ma subito Borges scopre che Carlos vuole impedire la distruzione dell’edificio perché nasconde un segreto.

Senza potere o volere sfuggire si trova sdraiato in un seminterrato: sente la voce di Carlos che gli dice di concentrarsi e guardare nel buio, perché a un certo momento, apparirà, meraviglioso e terribile, un aleph.

Solo quando sente una serratura scattare Borges realizza di essere da solo, immerso nel buio, completamente nelle mani di un pazzo.

E ugualmente pazzo doveva apparire chiunque violasse l’idea della finitezza dell’universo. Furono prima i pitagorici a dichiarare proibita l’idea dell’infinito, perché per loro In-finito era Non-finito, mancante di qualcosa. In-finito era Im-perfetto. L’assenza di un limite era la mancanza di qualcosa. Dunque una im-perfezione. L’in-finito era macchiato da una negazione: macchiato da una alpha privativa.

Gli stessi pitagorici che, puntando i loro calcoli sul cielo, avevano già ipotizzato con Aristarco di Samo l’eliocentrismo e con Ecfanto la rotazione della terra intorno al proprio asse, non riuscirono a concepire l’infinito. Segnati da quell’alpha privativa.

AlphaQuell’alpha che già nel suono richiama l’aleph. Anche se non esiste un aleph privativo.

Il concetto platonico di universo finito diventa un modello apparentemente insormontabile grazie ad Aristotele e poi a Tolomeo. Neppure Copernico prova a sfondare le mura dell’ultimo cielo.

Perché la scienza nascente sembra ancora prigioniera del vecchio mondo, come se fosse rinchiusa in una stanza buia, senza neppure una finestra dalla quale vedere il volo degli uccelli.

 

continua >>>  Breve storia dell'infinito 2

La pigrizia come costante universale 1

Nel mese di febbraio (giovedì 21 e sabato 23)  si è svolta, presso il nostro liceo, la quarta edizione dei seminari di divulgazione scientifica   IDeAS (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna).

Tra i partecipanti alle due giornate sono stati invitati tre nostri docenti: i proff Daniele De Murtas, Dario Cosseddu e Gianfranco Marini.

Riportiamo sotto i contenuti delle loro presentazioni

  1. La biblioteca di Babele (GF Marini)                                   ( Video-presentazione "La Biblioteca di Babele" )  
  2. Breve storia dell'infinito (D. Cosseddu)                            ( Video presentazione "La storia dell'infinito" ) 
  3. La pigrizia come costante universale (D. De Murtas)      ( Video presentazione "La pigrizia come costante universale")

Il viaggio che cercherò di compiere in un territorio affascinante anche se poco considerato, è quello che potremmo chiamare l’esplorazione del paese di Oblomov, non la Russia naturalmente, ma quella “disdicevole” e “deprecabile” pigrizia a cui tutti (spero) naturalmente tendiamo sentendoci in colpa per questo. Siamo veramente sicuri che la pigrizia sia così condannabile come sembra? Si dice che l’ozio (suo parente stretto) sia il padre di tutti i vizi, ma la pigrizia ne è la madre? La tesi che vorrei esporre è esattamente l’opposto: la pigrizia tutto regge e tutto governa (da questo il titolo di questo scherzo).

Che ci si vergogni della pigrizia lo dimostra l’uso di sinonimi in funzione eufemistica come Semplicità, Eleganza o Economicità

Per fare un po’ di luce su quanto intendo con pigrizia tre immagini e un quiz

Se vi chiedessi quale di questi tre edifici è il frutto di un architetto meno pigro mi indichereste un edificio diverso da quello che mi indichereste se vi chiedessi quale è il frutto di minore semplicità e/o eleganza?

cappella dei Pazzi cattedrale di Reims   loos casa Michaelerplatz
Cappella dei Pazzi Cattedrale di Reims        Casa di Michaelerplatz

Ma incominciamo questo viaggio (un po’ shandyano) da una scuola della fine del Settecento e da un maestro che per punire degli alunni turbolenti li obbliga a sommare i numeri da 1 a 100. Credo che non ci siano problemi a definire il più pigro di questi (il più genialmente pigro) quello che cerca di liberarsi della noiosa incombenza nel modo più veloce e meno faticoso possibile ….. C’è un allievo che comincia con 1+100 e poi 2+ 99 poi, forse scegliendo a caso, somma 50 + 51 e 49 + 52. Basta poco a capire che in pochi secondi la somma è fatta. Si calcola 100 X (100+1):2, credo che il risultato sia 5050 ma sono troppo pigro per verificarlo.

Carl Friedrich GaussIl nome di quel bambino era Gauss e diverrà noto come “il principe dei matematici”,ma che in quel momento sembra più il principino dei pigri non stupidi. In realtà l’astuta pigrizia del bambino è sostenuta dal “principio di pigrizia matematica” che i matematici, che si vergognano della loro pigrizia, chiamano “principio di induzione matematica”. La sua formulazione è molto semplice: se la proprietà P vale per 0, vale per n (un numero naturale) e per n+1, vale per tutti i numeri naturali. (Questo principio ha la sua attestazione nel 1861 ad opera di Robert Grassmann ma in realtà che le cose stessero così doveva essere già noto ai pitagorici quando sostenevano che la somma degli n numeri dispari è uguale a n 2 ) Sfortunatamente non esiste possibilità di estendere questo principio oltre i limiti della serie dei numeri naturali e immagino che questo faccia gioire tutti i sostenitori dell’iperattività.

Ma questa triste limitazione forse non è una sconfitta e forse, se solo i numeri naturali si rivelano così “pigramente” pigri, non significa che la pigrizia non regga tutte le cose. Sono sicuro di poter chiamare a mia difesa Aristotele quando si sbarazza delle idee platoniche osservando che sono un’inutile moltiplicazione di enti.

È Guglielmo di Ockham che però da una chiara esplicitazione di quello che adesso possiamo definire il principio universale di pigrizia: Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora.

È diventato il “rasoio di Ockham” e come tale riappare continuamente in qualche sua variante in tutta la storia della ricerca.

Prendete Aristotele e pensate alla “Oblomov-iana” saggezza che deve aver ispirato la sua idea che la condizione naturale dei corpi è ….. non fare nulla.

 continua >>>  La pigrizia come costante universale 2

Il pensiero di Fabrizio: "Una scatola degli attrezzi...”

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In data 8/2/2019, nellʼaula magna dedicata a Maria Lai, della Facoltà di Scienze Politiche e Giuridiche di Cagliari, si è tenuta la presentazione del libro a cura di Paolo Finzi, giornalista e scrittore. Quale miglior occasione per conoscere il cantautore, cantastorie, giullare e poeta, se non attraverso la presentazione di questo libro dal titolo folgorante "Che non ci sono poteri buoni: il pensiero (anche) anarchico di Fabrizio De Andrè"? Noi alunni della III A del Liceo Scientifico Brotzu – accompagnati dai proff. Aste, Gritti, Spiga - possiamo affermare di aver assistito ad un dibattito veramente speciale, per giunta accompagnato e intervallato dall'esecuzione musicale dei maestri: Tonino Maccis alla chitarra, Raul Moretti all'arpa e Gerardo Ferrara che ha dato voce ai versi del poeta genovese. Perché di versi si tratta! E questa è stata la nostra grande scoperta! Quella di un autore che, da un dato, un avvenimento, una diceria, un fatto accaduto ha trasfigurato e oltrepassato la realtà per toccare temi riguardanti il cuore di tutti fino a raggiungere le vette della poesia. Una conferenza stimolante e dalle molteplici cifre, una rete dalle maglie multiformi e una giornata densa dʼimpulsi meditativi e ricca dʼinviti alla conoscenzaWhatsApp Image 2019 02 27 at 12.54.171, per riflettere su problemi strettamente legati all'attualità, che De André ha sempre trattato. La scelta curiosa dellʼaula Maria Lai, che con i suoi fili, cattura subito lʼattenzione, è al tempo stesso  simile a quel filo rosso che in De André individua tutti quei personaggi al fianco dei quali si schiera: “Dagli abitanti dei bassifondi della Città vecchia ai rom di Khorakhané”. Paolo Finzi (ebreo, anarchico, profondo conoscitore e studioso, nonché intimo amico per ben venticinque anni di De Andrè, assertore, questʼultimo, del poetico ed enigmatico richiamo alla "Signora Libertà" e alla "Signorina Anarchia", il cui impegno corroborato da uno studio incessante, attento e appassionato di miriadi di libri, ci ha fatto conoscere una personalità complessa, “agente di riflessione che obbliga tutti noi ad usare la cabeza”. Nellʼaria bruttissima che tutti noi oggi respiriamo, tale invito suona come un comando perentorio e avvicina tutti a condividere un atteggiamento di rifiuto verso lo spirito di respingimento disumano nei confronti delle persone. Le canzoni di De André, destinate a far riflettere e a trasportare pensieri e concetti attraverso gli anni, con lʼausilio di persone come Paolo Finzi, manterranno vivo il ricordo di questo cantautore sia dal punto di vista storico e biografico che dal punto di vista culturale, artistico e poetico, per poter attingere magicamente come da una...scatola degli attrezzi.

 

I ragazzi della IIIA

IV Edizione dei seminari di divulgazione scientifica 

locandina brotzu 19 aggiornata giornale1

 

Con il patrocinio 

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Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna. In una parola: IDeAS,.

L'appuntamento si rinnova nel nostro istituto per il quarto anno consecutivo dopo la felice esperienza della recente Summer School 2018. Il gruppo di giovani ricercatori, anime sarde che lavorano per i più noti — ed ignoti — confini della scienza di frontiera, impegnerà come di consueto i ragazzi delle quarte e delle quinte con i principali contenuti della fisica contemporanea.

Tutto rigorosamente attraverso una didattica agile e non convenzionale, nella forma principale del seminario, sì, ma che strizza l’occhio al teatro e va a braccetto con la musica: un viaggio dalla pura divulgazione all’esperimento culturale.

Il “circo della scienza” fa ancora tappa nel nostro Liceo: IDeAS — Incontri di Divulgazione Astrofisica in Sardegna — rinnova il suo appuntamento di seminari a tre anni dal suo debutto. Supportati dalla Fondazione di Sardegna (in collaborazione con l’USR Sardegna) e coordinati dal prof. Antonello Murgia, il gruppo di giovani ricercatori e dottorandi scorterà le quarte e le quinte dell’istituto e dei licei dell’hinterland lungo le più suggestive strade della fisica contemporanea: dalla meccanica quantistica alla cosmologia, dalla relatività generale alle particelle per sfiorare, infine,  buchi neri, stelle di neutroni e materia oscura.

Il programma prenderà il via alle ore 8.30 del giorno 21 febbraio, presso l’Aula magna della sede centrale del nostro Liceo. Dopo la presentazione della DS,  i moderatori Riccardo Murgia, dottorando in astrofisica alla SISSA di Trieste, e Alessio Brina, giornalista, introdurranno la giornata divulgativa. Si proseguirà con l’intervento di Mario Cadelano, ricercatore in astrofisica per l’Università di Bologna e l’INAF, con un intervento a proposito della “Multietnica ed inclusiva popolazione stellare della Via Lattea”.

Matteo Tuveri, dottorando in fisica teorica all’Università di Cagliari, raccoglierà il testimone relazionando su “Ciò che non si vede è: i buchi neri e le onde gravitazionali”. Chiude la mattinata “Tra miti e fantascienza, cosa conosciamo dell’antimateria”, un talk a cura di Francesca Dordei, ricercatrice in fisica particellare per INFN Cagliari e CERN Ginevra.

Matteo Cadeddu, ricercatore in fisica astroparticellare all’Università di Cagliari e INFN Cagliari, inaugura il secondo giorno con “C’è ma non si vede: un enigma chiamato materia oscura”. Francesca Lepori, ricercatrice in cosmologia all’Università di Ginevra, guiderà infine il pubblico in un viaggio “Da Einstein alla ‘Cosmologia di Precisione: come sappiamo ciò che sappiamo del nostro Universo”.

Gli appuntamenti saranno seguiti da “Abbiamo perso il filo”, una serie di letture  performate dai docenti del Brotzu. Sotto i riflettori il prof. Gianfranco Marini con “La biblioteca di Babele”,  il prof. Daniele De Murtas con “La pigrizia come costante universale:pensieri oziosi di un ozioso” e  il prof. Dario Cosseddu con “Breve storia dell’Infinito

Chiuderà il sipario la rassegna “Scienziati da palco, artisti da laboratorio”, una modalità alternativa di comunicare la scienza: con il laboratorio — mediante cui i ragazzi potranno in prima persona testare gli strumenti di ricerca —, con il teatro — attraverso la breve narrazione scenica Cosmicollage. Un viaggio di 13 miliardi di anni” elaborata da Riccardo Murgia, Francesca Pani, Matteo Tuveri, Francesca Dordei e Matteo Cadeddu — con la pasticceria — “gAstronomia: la fisica in pasticceria” secondo Mario Cadelano —.

Dopo questa fase, il  format promosso da IDeAS proseguirà, nel mese di Aprile, con la replica dei seminari presso il liceo G. Marconi di Sassari (con il quale è stato siglato un accordo di rete e il nostro liceo ha già collaborato positivamente negli anni precedenti) e con la seconda edizione della Summer School  che avrà luogo nel mese di settembre 2019 presso la Cittadella universitaria di Monserrato.

 

 

Per maggiori dettagli vai ai seguenti link:     

  1. Programma giornate seminariali
  2. Locandina manifestazione
  3. Scuole invitate alla partecipazione dei Seminari scientifici IDeAS

Una serata epica: il cinema a spasso per il mondo

Una serata epica: il cinema a spasso per il mondo

La sera di venerdì 30-11-18, gli alunni della 4^E e della 3^A si sono recati presso il teatro Adriano per la sesta serata del “Punto di vista film festival”, dove hanno potuto assistere a un perfetto intreccio di musica e cinema tra cultura orientale e occidentale.

 

Il regista kurdo Kea Bahar e la regista palestinese Etaf A. I. Kalie ci hanno regalato le proprie esperienze di vita, tormentate ma per questo portatrici di un forte messaggio di Pace, testimonianze di grande impatto emotivo e generatrici di un dibattito futuro.

La giovane Etaf A. I. Kalie, nata in un campo profughi palestinese, attraverso il suo interprete ha deciso di iniziare a riferirci la sua storia con incisive parole e dense di significato, concludendo con:Kea Bahar sempre con il sorriso di chi ce l’ha fatta, ci ha raccontato della propria infanzia negata e del suo bisogno incontenibile di recarsi al cinema per nascondersi da quella realtà che l’ha privato perfino della propria identità. Il cinema, i suoi eroi e miti (King Kong, Spiderman…) gli hanno dato la forza di sopportare il carcere a 14 anni e pure le torture, incoraggiandolo a trovare un modo per andare via dal Kurdistanl’ottenimento di un passaporto tanto atteso e sofferto.

 “L’arte è cultura, la cultura è vita”

Facendosi altresì promotrice di messaggi di denuncia circa la condizione disumana e precaria in cui si trovano a vivere i palestinesi. Inoltre ha descritto l’arte filmica come un’esigenza umana che però da lei in Palestina non è possibile esprimere liberamente; la creatività dei bambini viene infatti soppressa fin da piccoli, facendoli crescere con la rabbia e la paura. Nasce da qui il desiderio di mostrare la sofferente realtà palestinese, da tempo angosciata dall’occupazione, per far sapere al mondo quelle verità che vengono offuscate dai mass media israeliani.

Queste vicende sono state la trama di una tela musicale ricca di echi lontani, grazie agli strumenti a corda e a fiato e allo stesso solo fiato di Majid Bekkas e Gavino Murgia che hanno trovato un assoluto e magico punto di incontro tra Sardegna e Marocco creando un linguaggio che riassume i caratteri della comunicazione universale. Gavino Murgia con gli impossibili suoni gutturali emessi che creano un sodalizio perfetto con la natura, si è fatto portavoce della cultura ancestrale, atavica della nostra terra sarda con i suoi fruscii, i suoi bisbigli e sussurri, con i misteriosi gorgoglii dell’acqua, il sibilo del vento e il frastuono delle correnti marine, urlo a tratti spaventoso della natura nella sua potenza.                                                                   

Ringraziamo la prof. Spiga per averci permesso di assistere a questa serata che ci ha consentito di spingerci al di fuori dei confini del cinema europeo.   

Gli alunni della 4^E e della 3^A